Tutti siamo uguali davanti a Dio!
Sarebbe bello, magari per Lui effettivamente è così...
Ma non si può dire la medesima cosa per i suoi rappresentanti terreni, i quali sono sempre pronti a puntare il dito contro quelle pecorelle considerate non solo smarrite ma anche zoppe!
Ammetto che la Chiesa sta vivendo un periodo difficile, non si sono ancora accorti che ci troviamo nel 2007 e che l'Impero Romano non c'è più, ma il loro eccedere in questa convinzione, certe volte, da il là a comportamenti che sfiorano il razzismo e la persecuzione.
Ecco l'ultimo fatto...
Alberto Ruggin, un giovane di 21 anni e residente ad Este in provincia di Padova, ha da sempre fatto parte del coro della sua parrocchia, senza sollevare mai alcun problema.
Tutto cambia dopo aver fatto outing sulla sua natura sessuale in seguito alla partecipazione al programma di Canale 5 'Ciao Darwin'.
Apriti cielo...
Immediata la reazione del parroco.
Don Paolino, lo avrebbe invitato a non farsi più vedere alla corale, dopo aver appreso della sua omosessualità.
Che scandalo...povero parroco, un gay nel suo coro!!!
Ovviamente ironizzo sulla decisione del parroco, ma che razza di decisione prende?
Chiedo scusa ma questo non è razzismo?
Ma si possono fare queste discriminazioni?
Possono venire questi atti di razzismo proprio da costoro, i quali dovrebbero essere i primi ad superare, proprio per la posizione che hanno, certi limiti ideologici che manifestano la stupidità dell'uomo?
Io non penso che il povero Alberto andava al coro in gonnella!!!
Attenzione, però il parroco-nazista, in un suo atto di bontà, non ha vietato al giovane di andare a messa...
Gli ha detto, vieni a messa, però mettiti al collo un cartello con su scritto "Scusate, sono gay".
Ovviamente anche quest'ultima frase era una provocazione.
Provocazione contro l'ipocrisia di questa Chiesa, dei suoi rappresentanti, i quali possono tutto, possono violentare bambini senza che nessuno possa battere ciglio, i quali possono inviare alla società messaggi di puro razzismo e fanatismo religioso, i quali possono influenzare la vita politica dello Stato...
Beh, io dico basta...io mi oppongo a queste cose.
Proprio per tali ragioni, va tutta la mia solidarietà a chi subisce violenze fisiche e morali ad opera di chi invece dovrebbe ascoltare, capire e perdonare.
martedì 20 novembre 2007
DISCRIMINAZIONI ECCLESIASTICHE.
Pubblicato da Dott. Davide Longo
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6 commenti:
Concordo in pieno su tutto!
Beh, se la chiesa pensasse veramente alla religione, sarei d'accordo con il parroco. L'omosessualità non è ammessa tra le leggi della chiesa. Ma siccome, questa chiesa ne fa di cotte e di crude (tipo coprire i preti pedofili), sono pienamente d'accordo con quello che hai scritto...
Difficile da credersi ma è proprio così.... :-(
Quoto interamente il tuo post Davide.
Limitiamoci alla vicenda di don Paolino, senza tirare in ballo la terribile piaga della pedofilia e altri scandali che - mi pare di capire - questa volta non c'entrino nulla.
Non condivido il comportamento di don Paolino e so che per fortuna molti preti non la pensano come lui, ritenendo la parrocchia e le attività ad essa legata, dei luoghi di aggreggazione fraterna, al di là di qualsiasi altra ragione. Come questi ultimi la penso anche io.
Tuttavia, questa vicenda apre un dibattito su delle incongruenze tra quelli che sono le posizioni ufficiali della chiesa e quelle che sono le posizioni ufficiose della chiesa. Mi riferisco anche a quanto concerne i divorziati.
Da una parte la posizione ufficiale della Chiesa è rigida e attenendosi a tale posizione un qualsiasi don Paolino non dovrebbe pensarla diversamente da come la pensa; dall'altra l'evoluzione della nostra società e le aperture dei singoli sacerdoti, figli del loro tempo, che sono sensibilizzati dal nuovo modo di intendere oggi l'omosessualità e il divorzio. La chiesa deve superare questo contraddizione, fornendo delle risposte ai fedeli e delle linee di comportamento ai suoi pastori.
Non conoscevo l'argomento della puntata di Ciao Darwin, altrimenti me la sarei persa con ancor maggior gusto. Come ho già scritto da me, Alberto Ruggin non mi convince, non ho capito se è una vittima, un furbastro o entrambi.
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