venerdì 9 novembre 2007

L'ORO NERO.

Ormai è una corsa al rialzo.
Da anni sento dire sempre le stesse cose...oggi nuovo record del petrolio...bla, bla e poi bla.
La storia si è ripetuta anche oggi...nuovo record del petrolio, il gasolio è arrivato al suo massimo storico, 1,28 euro al litro.
Siamo sinceri, questa situazione non migliorerà mai, anzi andrà sempre peggiorando.
E le soluzioni al problema?
Meglio non chiedercelo...stiamo messi male, molto male.
Le fonti alternative sono talmente alternative che neanche si vedono...le auto ecologiche, quelle mosse a batteria o ad altro, sono solo un miraggio.
Andate nel deserto...forse la le trovate...
Per non parlare dello scienziato di turno che ogni tanto tira fuori qualche previsione, purtroppo per noi vera, inerente alla durata delle riserve petrolifere.
Ci rimangono circa 50 anni.
Ma si, siamo ottimisti...in 50 anni qualcosa inventeranno!
Pensiamo al nostro povero portafogli...
Cosa si può fare per abbassare il costo del petrolio?
Beh, a me vengono subito in mente due cose...
1) lo Stato potrebbe e dovrebbe ELIMINARE le "accise".
Cosa sono le accise?
Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e sul consumo, in questo caso sulla fabbricazione e sul consumo del petrolio.
Una tassa statale che non fa che aumentare il costo del petrolio.
2) eliminare il cartello esistente in Italia fra le varie industrie petrolifere.

Un cartello è un accordo tra più produttori indipendenti di un bene o un servizio per porre in esse delle misure che tendono a limitare la concorrenza sul proprio mercato, impegnandosi a fissarne alcuni parametri quali le condizioni di vendita, il livello dei prezzi, l'entità della produzione, le zone di distribuzione, ecc.
Basta con sta palla che la formazione morfologica italiana rende difficile la distribuzione della benzina!
In Italia la benzina costa molto di più rispetto al resto d'Europa.
Ma ovviamente chi deve sentire non ha orecchie per sentire.
Ma aspettate, mi è venuta una terza idea...
Ogni tanto si potrebbe prendere la bici...o no?

12 commenti:

piccolè ha detto...

Dovremmo tutti fermarci! Un salutone, bravo!.

PePPe ha detto...

Basterebbe qualche investimento per trovare nuove fonti alternative (l'idorgeno per esempio). Ma chi controlla il perolio, controlla il mondo, e quindi non è molto orientato a nuove fonti energetiche alternative...

Chit ha detto...

Giustissimo, infatti da quando ho lasciato la metropoli non so manco quasi più come s'accenda la macchina ...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ovvio che chi ha il petrolio non ha interesse a sviluppare anzitempo nuove fonti di energia per tutto quanto auto comprese.

Anonimo ha detto...

le fonti alternative ci sono è come.... ma ci sono diversi argomenti che parlano contro:
1. l'industria non gli vuole perché non ci guadagna. ti segnalo la puntata di Report a riguardo della crisi petrolifera degli anni settanta
2. l'industria paga la politica italiana, ergo questa non fa nulla per le risorse alternative (dove altri paesi stanno a passi di giganti a distanza... in AVANTI)
3. al momento, senza aiuto dello stato (come negli altri paesi) un cambiamento in energie alternative per una casa singola è un investimento CARO, che si paga solo dopo circa 15 anni. (in Italia non vedo nessuno che pensa a domani, figuriamoci fare i conti per cosa accade tra 15 anni).
4. Grillo gia dieci anni fa dimostrava nei suoi show che si può far andare senza problemi una macchina senza benzina. Infatti si sa, che è possibile, la technologia c'è, ma l'industria non vuole: ci rimette troppo! La politica non ha il coraggio di fare pressione ed eccoci ancora andare con la benzina.

Bastano come piccolo spunto?
Potrei continuare ad libitium :)

un saluto.

Anonimo ha detto...

ps: intendevo con paga che dopo 15 anni finalmente si ha un guadagno di quel investimento REALE. non solo bolletta ma anche come investizione.

Gianfranco Guccia ha detto...

Caro Davide, per quanto lodevole possa essere l'impegno di tutti coloro che reclamano il ricorso alle risorse energetiche alternative al petrolio e suoi derivati, vorrei ricordare che purtroppo l'unica vera alternativa all'oro nero è e resta l'energia nucleare.
Le c.d. fonti rinnovabili (energia eolica, solare, etc.)pongono seri problemi per quanto concerne l'impatto ambientale dei macchinari deputati al loro sfruttamento.
Basti pensare all'inquinamento che produce un pannello solare a causa dei processi chimici ed industriali legati alla sua realizzazione, per altro amplificati dalla necessità di stoccare e riciclare ogni singola cella una volta giunta al termine della sua vita operativa.
Non si possono discutere simili problematiche senza affrontarle con scientificità.
L'unica vera energia pulita è quella ricavabile da un reattore nucleare a fusione fredda, la cui realizzazione su scala industriale è ancora ben lontana dal rappresentare una soluzione a portata di mano.
Nel frattempo, l'unico paese che ha fatto qualcosa di concreto per il progresso della ricerca energetica è la Francia, che grazie alla sua esperienza nel nucleare ha realizzato un modello di reattore a fusione (non fredda) che da luogo a scorie poco attive e con un tempo di decadenza accettabile.
Non appena si riuscirà a realizzare la fusione fredda, con metodologie che ne consentano lo sfruttamento su larga scala (vi stanno lavorando su scienziati francesi, tedeschi, americani, giapponesi, russi e cinesi) verosimilmente, tra cinquanta anni (poco più poco meno), basterà allora un centimetro cubo di semplice acqua per produrre l'energia equivalente ottenibile da 20 tonnellate di carbone senza alcuno scarto di elementi nocivi.
Va bene, nel frattempo e anche dopo, cercare di razionalizzare l'uso delle risorse esistenti, eliminare gli sprechi, ma cerchiamo anche di essere realisti, davvero pensiamo che sia possibile tornare "sic et simpliciter" a stili di vita medievali?
Vorrei anche sapere che significato ha opporsi con fermezza alla costruzione di centrali nucleari quando dobbiamo acquistare dalla Francia energia elettrica prodotta con tali tecnologie, con le "temibili centrali atomiche" a due passi da casa.
Non può sottacersi anche il notevole danno economico indotto dalla descritta situazione a carico della bilancia dei pagamenti.
In merito all'idrogeno è doveroso precisare che non essendo disponibile allo stato puro (in natura), ma legato entro molecole ad altri elementi chimici, occorre "fabbricarlo" con processi industriali che ne rendono alto il costo di sfruttamento; non può pertanto definirsi una vera fonte energetica alternativa, ma solo un vettore di energia.
Un caro saluto a a Te ed a Tutti i partecipanti al dibattito.
Gianfranco.

QueenRaflesia ha detto...

Concordo con Gianni su quanto ha scritto ma sono un po' meno pessimista a riguardo della effettiva sfruttabilità delle energie alternative. Queste non sono esenti da problemi di impatto ambientale come io stessa ho fatto notare in un commento ad un post di Daniele, ma mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro anche i termini ambientali potrebbe darsi che le energie alternative convengano lo stesso.
Ad ogni modo, ritengo che il nucleare sia necessario perché dubito che le fonti alternative possano coprire il fabbisogno.
Per quanto riguarda il costo del carburante, lo sai che paghiamo ancora, nel costo della benzina, una tassa sulla guerra di Abissinia?

Franca ha detto...

Ti commento con un pezzo di un mio post del 9 agosto "Caro petrolio".
"Speculazione e mercato marciano a doppia velocità: immediata quando cresce il prezzo del greggio, molto lenta quando cala.
Bisognerebbe considerare che l'euro che si è rivalutato sul dollaro e il petrolio, come tutte le materie prime, si compera in dollari. Quando l'euro si rivaluta è come se il petrolio diminuisse, ma questo, stranamente, non produce nulla sul prezzo finale. Rispetto all'anno scorso l'euro si è rivalutato dell'8%, dunque il petrolio dovrebbe costare l'8% in meno. Se il prezzo è di 72-73 dollari al barile con l'8% in meno è come se costasse 66-67 dollari.
Dato che non sembrano esserci spiegazioni logiche a questi fenomeni, l'Antitrust dovrebbe verificare se i petrolieri si muovono come un cartello e in caso affermativo comminare multe salatissime.
Infine, c’è da tener presente che lo Stato è proprietario della maggioranza relativa del pacchetto azionario dell'Eni, che a sua volta ha la maggioranza relativa del mercato, quindi calmierare i prezzi non dovrebbe poi essere impossibile. Quindi, il Ministro Bersani che aspetta?
Intanto alcune cose potrebbero essere praticabili: chiedere che si paghi il petrolio in euro e non in dollari, eliminare i gadget che incidono per vari centesimi al litro, effettuare boicottaggi mirati: un mese una compagnia, il mese dopo un'altra".
Per quanto riguarda le fonti alternative, io credo che sia una strada praticabile da abbinare ad una seria campagna contro gli sprechi

DS ha detto...

ma guarda sinceramente non sarei tanto dell'idea che lo stato debba abbassare il prezzo, sarebbe opportuno che lo stato investisse su altro. anzi, dirò di più. se tassare la benzina fosse utile per investire su fonti alternative per il futuro, ben venga far pagare come oro la benzina a quegli sfigati che ancora non smuovo il sedere senza prendere la macchina.
ovvio che però le cose non vanno così, per questo ci troviamo con prezzi alti e senza alternative.
vedremo.
grazie per essere passato da me
tommi
http://tommids.blogspot.com

piccolè ha detto...

Un salutone al volo!

Anonimo ha detto...

nn scordate una cosa fondamentale: la tassazione eccessiva del petrolio si ha xkè rappresenta un'esternalità negativa, in altre parole costa tanto x disincentivarne l'uso.
ki produce petrolio paga una tassa fissa ke è indipendente dalla quantità e dal ricavo(esempio: se vendo il petrolio a 1,3 euro, devo dare allo stato 1,1; se lo vendo a 1,2 devo dare allo stato sempre 1,1).
sono d'accordo col consiglio di davide di prendere la bici: colgo l'occasione di salutarti e farti i complimenti x il blog.