Da sempre ho pensato e sostenuto che alcune ideologie (meglio definirle utopie) siano dannose alla collettività.
Il caso "Campania-Rifiuti" ne è l'emblema.
La lotta politico-ideologica effettuata contro la realizzazione dei termovalorizzatori è stata a dir poco scandalosa.
La difesa dell'ambiente è importante, anzi fondamentale.
Ma certi problemi come si risolvono?
L'emergenza rifiuti come si risolve?
Di certo i rifiuti non si possono mangiare...anzi io ad alcuni li farei mangiare!
Vivo in una realtà dove la differenziata non esiste, si raggiunge al massimo il 10%.
Le discariche non sono dei pozzi senza fondo!
Vi riporto qui di seguito una interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata da Raffaele Fitto il mercoledì 23 gennaio 2008 nella seduta n.272 della camera dei deputati.
VI INVITO A LEGGERLA, perchè ci si deve rendere conto dei pericoli a cui si va incontro per via di un certo modo di amministrare.
Vi riporto le parti salienti, se volete la potete leggere in maniera integrale qui : http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=20739&stile=6&highLight=1&paroleContenute= .
"Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.- Per sapere - Premesso che: il 26 novembre del 2004 sul BURP della regione Puglia viene pubblicato il Decreto di aggiudicazione delle gare per la realizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti della regione Puglia, in riferimento al Piano dei Rifiuti - Fitto pubblicato sul BURP della regione Puglia il 23 ottobre 2002;
la commissione di gara, composta da tecnici, concluse i suoi lavori, scegliendo tre proposte che prevedevano impianti cdr, tre termovalorizzatori e quattro discariche quale soluzione tecnica per risolvere i problemi territoriali nei dieci bacini già individuati. Anche i risultati di gara vennero impugnati innanzi al giudice amministrativo che complessivamente - salvo un paio di eccezioni, giustificate da ragioni formali e non sostanziali - riconobbe la bontà dell'operato della struttura commissariale; il 20 giugno 2005, il Tar Puglia rigettò la sospensiva dei bandi chiesta dai ricorrenti, e pronunciandosi nel merito, riconobbe la bontà dell'operato della struttura commissariale; i tre termovalorizzatori previsti erano a Trani, Bari e Brindisi; per Bari e Brindisi, a causa di alcuni difetti nella procedura, non fu possibile procedere all'aggiudicazione dell'appalto. Bisognava quindi ripetere la procedura e procedere all'affidamento; il Commissario delegato per l'emergenza rifiuti della regione Puglia, Nichi Vendola, per i termovalorizzatori di Bari e Brindisi si è limitato ad oggi a procedere alla revoca per autotuela dell'aggiudicazione; per Trani invece la società Rea Trani risultò aggiudicataria dell'impianto di termovalorizzazione con decreto n. 269 del 26 novembre 2004 del Commissario delegato per l'Emergenza Rifiuti in Puglia;
successivamente, con decreto n. 187 del 9 dicembre 2005, il Commissario delegato per l'Emergenza Rifiuti, Nichi Vendola, ha adottato l'atto di aggiornamento completamento e modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti, nel quale sconfessando quanto previsto nel precedente Piano, la struttura commissariale si diceva contraria alla realizzazione di termovalorizzatori sul territorio pugliese; con decreto n. 137/CD, in data 26 giugno 2006, il Commissario delegato Vendola, ha revocato l'aggiudicazione della gara per l'affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico complesso con recupero energetico del Bacino di utenza BA/1 e BA/4 alla Rea di Trani, adducendo come pretesto che le modifiche da lui apportate al Piano rifiuti sono inconciliabili con la realizzazione di termovalorizzatori; in seguito a tale revoca dell'aggiudicazione, la società REA di Trani ha presentato richiesta di risarcimento danni nei confronti del Commissario delegato, quantificata in circa 190 milioni di euro, comprendenti danno emergente e lucro cessante;
ad oggi dei 10 Bacini in cui il Piano rifiuti divide la Puglia, per 6 il Commissario Vendola ha proceduto alla firma dei contratti con enorme ritardo, per altri 4 non lo ha ancora fatto; il Piano rifiuti Fitto è stato modificato dal Commissario Vendola solo nel senso di dire no ai termovalorizzatori, ipotizzando che la Puglia potesse entro breve tempo raggiungere una quota di raccolta differenziata pari al 55 per cento; la raccolta differenziata in Puglia che nel 2005 era faticosamente arrivata al 10 per cento, in quasi tre anni è salita all'11 per cento. Per arrivare al 55 per cento quindi occorrono andando a questo ritmo altri 45 anni; si evince quindi che senza i tre termovalorizzatori, in Puglia il ciclo dei rifiuti non può considerarsi chiuso; la regione Puglia nei giorni scorsi ha dato al Governo la disponibilità ad accettare i rifiuti provenienti dalla Campania ma solo nelle discariche private per rifiuti speciali; in Puglia le discariche per rifiuti speciali sono 5: Brindisi, Foggia, Canosa, Fragagnano e Grottaglie; la discarica di Brindisi è chiusa da un anno, quelle di Fragagnano e Grottaglie accolgono ormai da un anno dovranno accogliere per tutto il 2008 i rifiuti del Bacino Lecce 2 a causa dei ritardi del Commissario Vendola per colpa dei quali in quel Bacino non sono ancora pronti gli impianti; negli ultimi due anni e mezzo per sopperire alla mancanza degli impianti, sono state ampliate e/o prorogate una quindicina di discariche le cui volumetrie oggi disponibili servono ovviamente a fronteggiare l'emergenza pugliese ."
Presto la nuova emergenza sarà in Puglia, con un impatto sul turismo devastante.
Diciamo tutti grazie al nostro governatore Vendola e alla sua politica fatta di favole utopistiche.
giovedì 29 maggio 2008
PUGLIA PROSSIMA ALL'EMERGENZA RIFIUTI.
Pubblicato da Dott. Davide Longo
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4 commenti:
sono d'accordo con te su quanto sia deleteria una politica del no a tutti i costi. tuttavia, credo che i rischi debbano essere ripartiti tra i cittadini. non è giusto che poche città vengano sacrificate all'immondizia di tante altre. Nel mio paese costruiranno un inceneritore, e sono già presenti due discariche.
sono d'accordo che se nessuno vuole la monnezza in casa propria non si arriva da nessuna parte, ma credo anche che se le potenzialità turistiche di una città debbano essere sacrificate e la salute dei suoi cittadini messa a rischio ci debba essere un ritorno in qualche modo. per esempio un ritorno economico, cosicché quei soldi in più possano essere utilizzati per la riqualificazione del territorio. Invece, i rischi e le brutture li sopporta la collettività; i profitti sono di pochi.
Cmq Vendola come governatore della Puglia è scandaloso.
Bisogna inculcare nella testa della gente la differenziata (anche perchè senza differenziata, i Termovalorizzatori servirebbero a niente..)
come dicevo anch'io..... questo è un problema che oramai si dimostra essere sempre più nazionale e diffuso.
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