E' ormai divenuto di moda, almeno da una parte della politica italiana, attaccare senza criterio l'operato dei giudici o dei pubblici ministeri.
Facendo ciò vengono meno una serie di garanzia costituzionali sulle quali si fonda il nostro ordinamento, per non parlare della fiducia che il cittadino ha nella giustizia, fiducia già seriamente messa alla prova da varie problematiche che qui vi spiegherò.
La magistratura detiene il potere giudiziario, che è quel potere che permette in via definitiva e autonoma di risolvere una controversia di natura civile,penale e amministrativa applicando la legge, nel rispetto del contraddittorio delle parti.
L'operato del giudice è quindi quello di, si applicare la giusta pena al caso concreto, ma anche quello di interpretare la legge e di adattarla al caso di specie.
Questa interpretazione è fondamentale, perchè, come nel caso dei pronunciamenti della Corte di Cassazione, da la possibilità al giudice di riempire vuoti legislativi, ossia di "creare" delle leggi assenti nel nostro ordinamento.
Tale attività deve essere libera, priva di ogni sorta di condizionamenti.
Purtroppo in Italia non è così e vengono meno una serie di norme costituzionali tesa a tutelare tale autonomia.
In Italia vige la separazione dei poteri, che è uno dei principi fondamentali dello stato di diritto.
Consiste nell'individuazione di tre funzioni pubbliche (legislazione, amministrazione e giurisdizione) e nell'attribuzione delle stesse a tre distinti poteri dello stato, intesi come organi o complessi di organi dello stato indipendenti dagli altri poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario, che appunto spetta solo e soltanto ai giudici.
Per tali ragioni, qualsiasi interferenza in tale attività, rappresenta una violazione della Costituzione.
Certamente si è liberi di contestare o di non approvare una decisione, ma certi organi politici non possono e non devono interferire con l'operato dei giudici, arrivando addirittura ad una guerra aperta.
Io ricordo che, ogni qual volta una Prefettura inzia un'indagine, lo fà su dei dati certi, non perchè un PM si alza storto la mattina e decide di indagare su Tizio o Caio.
Ci vuole sicuramente più rispetto per la giustizia, dato che se Tizio non ha violato nessuna norma, nel corso dei vari gradi di giudizio, verrà sicuramente provata la sua estraneità al fatto contestatogli.
Vorrei poi precisare alcuni punti che al cittadino, per forza di cose, sfuggono.
Si dice che in Italia la giustizia sia lenta.
Ciò è vero, ma perchè lo è?
E' vero perchè lo Stato decide di stanziare fondi per altre "necessità", quali per esempio le missioni militari all'estero o per alzare sempre il numero di appartenenti alla compagine governativa (vedi sottosegretari) o ancora per varere opere pubbliche che non vedranno mai la luce (ponte sullo stretto).
I Tribunali sono a secco di personale.
I giudici sono pochi e quei pochi hanno una mole di lavoro impressionante, sulla quale potrebbero lavorare almeno altri 2 o 3 loro colleghi.
I giudici sono pochi perchè il concorso per diventare giudice è assurdo, impossibile da passare se non con qualche aiuto.
Questo perchè un giudice sicuramente pesa enormemente sulle casse dello Stato, peso sicuramente giustificato da una utilità sociale non irrilevante, cosa che non si può dire per la maggior parte di Senatori o Deputati che occupano senza nessun beneficio le rispettive poltrone, non apportando nessun beneficio alla Nazione.
Allora perchè non riduciamo della metà il numero dei politici e non alziamo almeno di 1/3 il numero dei giudici?
Scommetteri tutto che con tale soluzione i tempi della giustizia si dimezzerebbero.
Altro problema che affligge i Tribunali.
Il numero dei cancellieri è poco. Il cancelliere è il cuore pulsante del Tribunale.
Rappresenta il braccio destro del giudice, esso svolge un'attività importantissima, in quanto fà da raccordo fra la giustizia e il cittadino e/o avvocato.
Tutta l'attività "cartecea" passa dalle mani del cancelliere, il quale aggiorna periodicamente il giudice sulle attività da svolgere.
Allora io mi chiedo, se la nostra politica vuole una giustizia migliore, se il cittadino lo vuole, perchè non investire di più in tale fondamentale settore?
Forse a qualcuno non conviene?
martedì 15 dicembre 2009
MAGISTRATURA : UN'AUTONOMIA CHE VA RISPETTATA.
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venerdì 11 dicembre 2009
CORTE COSTITUZIONALE : SIMBOLO DI DEMOCRAZIA E LIBERTA'.
Si sente più spesso parlare di Corte Costituzionale, di quelli che sono i suoi interventi a tutela della Costituzione italiana, dei suoi presunti favori alla sinistra italiana.
L'ultimo intervento del Premier Berlusconi, fra l'altro a Bonn dinanzi ai colleghi europei, ha visto le stessa Corte al centro dell'ennesimo scandalo.
La Suprema Corte, sarebbe secondo Berlusconi, governata dai giudici che, essendo tutti di sinistra, non fanno che mettere il bastone fra le ruote del Governo.
Ma leggiamo le parole del Premier.
"'In Italia la sovranita',dice la Costituzione, appartiene al popolo' e il Parlamento 'fa le leggi,ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale' e la Corte 'abroga la legge'.La Consulta dunque da organo di garanzia e' diventato organo politico.'Contro il partito dei giudici cambieremo la Carta".
In realtà la Corte Costituzionale è da sempre il baluardo della Costituzione italiana.
I suoi membri vengono scelti direttamente dal Presidente della Repubblica, dal Parlamento e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
Questa struttura "mista" è finalizzata a conferire equilibrio alla Corte costituzionale.
Per favorire tale equilibrio il costituente associa, nella composizione dell'organo, l'elevata preparazione tecnico-giuridica e la necessaria sensibilità politica.
Le competenze della Corte sono infinite e la sua pronuncia è obbligatoria ogni qual volta viene leso un principio contenuto nella nostra Costituzione.
Ovviamente Essa si interssa anche dei rapporti fra i vari organi dello Stato, affinchè ognuno rispetti le proprie competenze.
E' un organo con un storia importante, le cui regole fondanti sono contenute nella Costituzione stessa.
Tali caratteristiche richiederebbero maggior rispetto per questo Organo, che vanta fra le sue file i migliori giuristi che questo Paese possa avere.
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mercoledì 9 dicembre 2009
IL GOVERNO USA LA "FIDUCIA"...MA COSA VUOL DIRE ?
In Italia la questione di fiducia è un istituto parlamentare riservato al Governo e disciplinato dai regolamenti interni della Camera (art. 116) e, in modo più succinto, del Senato (art. 161).
Il governo pone la questione di fiducia su una legge, qualificando tale atto come fondamentale della propria azione politica e facendo dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica.
Nella pratica politica tale strumento viene usato dal Governo per compattare la maggioranza parlamentare che lo sostiene o per evitare l'ostruzionismo dell'opposizione.
Ponendo la fiducia tutti gli emendamenti decadono e la legge deve essere votata così come è stata presentata.
Tale caratteristica fà della fiducia una strumento lesivo del ruolo proprio del Parlamento, in quanto ne sminuisce l'attività stessa, rendendo inutile e superfluo il dibattuto parlamentare, base di ogni democrazia.
Nel caso in cui il Parlamento respinga la questione di fiducia posta dal Governo, quest'ultimo è considerato privo della fiducia della Camera/Senato e pertanto è tenuto a rassegnare il mandato nelle mani del Capo dello Stato.
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lunedì 7 dicembre 2009
IL GIUDICE DI PACE : conosciamolo un pò.
Il Giudice di Pace è l'organo giurisdizionale preposto a dirimere le controversie civili di piccola entità.
Possiede alcune competenze anche in materia amministrativa ma il suo vero campo d'azione è il civile.
Ma chi è il giudice di pace?
Il giudice di pace è un magistrato onorario che, in via temporanea esercita funzioni di giudice.
Appartiene all'ordine giudiziario ed è tenuto ad osservare i doveri previsti per i magistrati i ordinari.
Dura in carica 4 anni e alla scadenza dell'incarico può essere riconfermato solo una volta. Può esercitare le sue funzioni fino al compimento del settantacinquesìmo anno di età.
Come dicevo prima la sua competenza riguarda principalmente il settore del civile.
Infatti recentemente è intervenuta la legge 69/2009 che ha alzato i tetti di tale competenza.
Dal 4/7/2009 si può andare dal giudice di pace per cause di valore fino a 5.000 euro, innalzati a 20.000 se la controversia riguarda rimborsi danni da circolazione veicoli.
Inoltre,il giudice di pace,ha competenza esclusiva, quindi senza limiti di valore su:
- cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
- cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case;
- cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.
- cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.
In sintesi il giudice di pace rappresenta una importante figura giurisdizionale, tesa allo snellimento dell'attività del Tribunale.
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venerdì 4 dicembre 2009
PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA : LA STRADA GIUSTA?
Il governo, ricorrendo come consuetudine alla fiducia, esautorando di fatto il Parlamento dal suo ruolo di garante delle pluralità di pensiero, ha approvato il Decreto Ronchi con il quale si è dato il via alla liberalizzazione dei servizi pubblici, fra i quali spicca la gestione dell’acqua.
Va ricordato che l’acqua rappresenta, sia per il nostro ordinamento che per la Comunità Europea, un bene sociale nonché comune della società.
La sua privatizzazione ne lede le sue principali peculiarità, rischia di rendere tale bene inaccessibile a molta gente, anche se dal testo si evince che, la proprietà pubblica del bene acqua dovrà essere garantita attraverso una particole gestione dei servizi pubblici locali che sarà conferita in via ordinaria attraverso gare pubbliche.
La gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e per situazioni eccezionali.
Ed è proprio quest’ultimo punto che mette sul piede di guerra le opposizioni, le quali vedono in questa frase la vera minaccia della privatizzazione dell’acqua, con conseguente diniego della popolazione.
Come si può garantire la trasparenza sia delle gare pubbliche sulla gestione dell’acqua che di un suo adeguato trattamento a livello nazionale?
Purtroppo in Italia non si riesce a garantire la legalità su cose molto più semplici, figuriamoci su di un bene che rappresenta il business del domani.
Si ha la sensazione che il tutto sia stato fatto troppo in fretta, senza garantire al cittadino le adeguate attenzioni.
Con due importanti Risoluzioni, una del marzo del 2004 e l’altra del settembre del 2006, l’UE dichiara che, essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno e
che l'acqua è un bene comune dell'umanità e, come tale, l'accesso all'acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana.
Pertanto l'UE chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015.
Quei pochi Stati, come per esempio la Francia, che hanno in passato privatizzato l’acqua, tornano sui loro passi, in virtù dei costi esorbitanti che il cittadino sopporta annualmente per tale servizio.
La speranza è che il nostro Governo si ravveda, anche in considerazione del periodo economico che la società sta attraversando, tornando a garantire un libero ma attento accesso all’acqua.
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