mercoledì 9 dicembre 2009

IL GOVERNO USA LA "FIDUCIA"...MA COSA VUOL DIRE ?

In Italia la questione di fiducia è un istituto parlamentare riservato al Governo e disciplinato dai regolamenti interni della Camera (art. 116) e, in modo più succinto, del Senato (art. 161).

Il governo pone la questione di fiducia su una legge, qualificando tale atto come fondamentale della propria azione politica e facendo dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica.
Nella pratica politica tale strumento viene usato dal Governo per compattare la maggioranza parlamentare che lo sostiene o per evitare l'ostruzionismo dell'opposizione.

Ponendo la fiducia tutti gli emendamenti decadono e la legge deve essere votata così come è stata presentata.
Tale caratteristica fà della fiducia una strumento lesivo del ruolo proprio del Parlamento, in quanto ne sminuisce l'attività stessa, rendendo inutile e superfluo il dibattuto parlamentare, base di ogni democrazia.

Nel caso in cui il Parlamento respinga la questione di fiducia posta dal Governo, quest'ultimo è considerato privo della fiducia della Camera/Senato e pertanto è tenuto a rassegnare il mandato nelle mani del Capo dello Stato.

lunedì 7 dicembre 2009

IL GIUDICE DI PACE : conosciamolo un pò.

Il Giudice di Pace è l'organo giurisdizionale preposto a dirimere le controversie civili di piccola entità.
Possiede alcune competenze anche in materia amministrativa ma il suo vero campo d'azione è il civile.

Ma chi è il giudice di pace?
Il giudice di pace è un magistrato onorario che, in via temporanea esercita funzioni di giudice.
Appartiene all'ordine giudiziario ed è tenuto ad osservare i doveri previsti per i magistrati i ordinari.
Dura in carica 4 anni e alla scadenza dell'incarico può essere riconfermato solo una volta. Può esercitare le sue funzioni fino al compimento del settantacinquesìmo anno di età.

Come dicevo prima la sua competenza riguarda principalmente il settore del civile.
Infatti recentemente è intervenuta la legge 69/2009 che ha alzato i tetti di tale competenza.
Dal 4/7/2009 si può andare dal giudice di pace per cause di valore fino a 5.000 euro, innalzati a 20.000 se la controversia riguarda rimborsi danni da circolazione veicoli.

Inoltre,il giudice di pace,ha competenza esclusiva, quindi senza limiti di valore su:

- cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

- cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case;

- cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.

- cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.

In sintesi il giudice di pace rappresenta una importante figura giurisdizionale, tesa allo snellimento dell'attività del Tribunale.

venerdì 4 dicembre 2009

PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA : LA STRADA GIUSTA?

Il governo, ricorrendo come consuetudine alla fiducia, esautorando di fatto il Parlamento dal suo ruolo di garante delle pluralità di pensiero, ha approvato il Decreto Ronchi con il quale si è dato il via alla liberalizzazione dei servizi pubblici, fra i quali spicca la gestione dell’acqua.

Va ricordato che l’acqua rappresenta, sia per il nostro ordinamento che per la Comunità Europea, un bene sociale nonché comune della società.
La sua privatizzazione ne lede le sue principali peculiarità, rischia di rendere tale bene inaccessibile a molta gente, anche se dal testo si evince che, la proprietà pubblica del bene acqua dovrà essere garantita attraverso una particole gestione dei servizi pubblici locali che sarà conferita in via ordinaria attraverso gare pubbliche.

La gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e per situazioni eccezionali.
Ed è proprio quest’ultimo punto che mette sul piede di guerra le opposizioni, le quali vedono in questa frase la vera minaccia della privatizzazione dell’acqua, con conseguente diniego della popolazione.
Come si può garantire la trasparenza sia delle gare pubbliche sulla gestione dell’acqua che di un suo adeguato trattamento a livello nazionale?
Purtroppo in Italia non si riesce a garantire la legalità su cose molto più semplici, figuriamoci su di un bene che rappresenta il business del domani.
Si ha la sensazione che il tutto sia stato fatto troppo in fretta, senza garantire al cittadino le adeguate attenzioni.

Con due importanti Risoluzioni, una del marzo del 2004 e l’altra del settembre del 2006, l’UE dichiara che, essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno e
che l'acqua è un bene comune dell'umanità e, come tale, l'accesso all'acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana.
Pertanto l'UE chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015.
Quei pochi Stati, come per esempio la Francia, che hanno in passato privatizzato l’acqua, tornano sui loro passi, in virtù dei costi esorbitanti che il cittadino sopporta annualmente per tale servizio.

La speranza è che il nostro Governo si ravveda, anche in considerazione del periodo economico che la società sta attraversando, tornando a garantire un libero ma attento accesso all’acqua.