Due mali che dall'alba dei tempi affliggono la mia splendida terra.
Cittadini onesti, grandi lavoratori, tutti costretti a piegarsi davanti alla mafia, per cosa?
Per la famosa protezione...ma protezione da cosa?
E' da voi che ci si deve proteggere!
Da qualche anno il vento sembra cambiato, sembra.
Sembra perché sotto la cenere c'è tanto carbone ardente.
Rincuora il fatto che, ora, la gente lotta, dice no!
Non tutti...purtroppo.
Chi non lo fa è da capire, la paura di perdere ciò che si ha, frutto di anni di lavoro e di sacrificio, è tanta.
Forse sono, come sempre, troppo ottimista...ma io nutro speranza per il futuro.
Grazie ad un periodico delle mie parti, "Il Gallo" (http://www.ilgallo.it/), sono venuto a conoscenza di una importante iniziativa contro il racket e l'usura.
E' stato siglato un accordo fra il Prefetto Massimo Tafano e il Commissario del Governo, responsabile della problematica in questione, Raffaele Lauro, che prevede un programma anti-racket ed usura finanziato con 200 milioni di euro, accordo raggiunto anche con la mia provincia.
L'accordo prevede che, ogni cittadino minacciato dopo aver sporto denuncia, avrà accesso facilitato ad tale fondo ministeriale.
Si avrà in patrica, la possibilità di accedere al credito su detto come fondo di garanzia.
Attraverso il sistema bancario, sarà possibile prelevare il denaro.
Tale garanzia è rivolta anche alle piccole e medie imprese, numerose dalle mie parti.
Tutto ciò per non abbandonare le vittime del racket e dell'usura, fornendogli dei mezzi finanziari alternativi.
Tale accordo viene definito "storico", senza precedenti.
Concludo con un pensiero, sempre riportato da "Il Gallo", che mi ha colpito :
"UN POPOLO CHE PAGA IL PIZZO, E' UN POPOLO SENZA DIGNITÀ'."

8 commenti:
è un male che difficilmente può essere estirpato...anche perchè è riuscito a inquinare OGNI aspetto sociale e politico!
é DAPPERTUTTO!
...purtroppo!
La domanda sorge spontanea:" Secondo te avranno il coraggio di sporgere denuncia?" mahhh...ho i miei dubbi...me lo auguro comunque, sarebbe un primo passo...:-)
E' un popolo senza dignità se potendo denunciarli poichè vengono protetti, aiutati e poi vedono puniti i loro aguzzini, non lo fanno.
In caso contrario sono le nostre Istituzioni prive di dignità.
Sì, sembra che qualcosa cominci a cambiare.
Credo che anche la presa di posizione di Confindustria siciliana sia un segnale importante
E' un tema molto delicato quello che hai scelto. Ho sempre pensato che bisogna avere il coraggio di uscire da queste situazioni denunciando. Ho sempre pensato che la loro arma è la nostra paura. Ma oggi, assistendo quotidianamente al fallimento di ogni principio di giustizia nella società italiana, mi vedo mio malgrado a condividere l'amaro commento di Daniele.
Ci vuole già tanto coraggio a denunciare quando lo Stato è presente e ti protegge... ma in uno Stato dove si fa il condono delle pene con uno scandaloso indulto, in uno Stato dove la vita di una persona uccisa viene quantificata due anni di reclusione, ci vuole molto di più che coraggio. Ci vuole la disperazione di chi non ha più niente da perdere.
Sono assolutamente d'accordo con i contenuti del commento postato da Arabafenice; la sconfitta del racket dell'usura non può passare solo attraverso le denunce, o atti di coraggio che dir si voglia, di coloro che subiscono le deleterie azioni della "melmosa massa degli strozzini", spesso sostenuti da "persuasori" che danneggiano, picchiano, o addirittura uccidono, chi oppone loro resistenza.
Occorre che lo Stato sia realmente a fianco di coloro che cercano disperatamente uscire da questo vortice che li spinge verso la rovina della loro vita.
Non vedo, ad esempio, a cosa possa servire denunciare gli estorsori se poi dopo pochi mesi, magari per scadenza dei termini di custodia cautelare, te li ritrovi a domandarti nuovamente il "il pizzo" con le "maggiorazioni" dovute per i fastidi arrecati con gli esposti e le denunce presentate; il tutto condito da nuove minacce, danneggiamenti o addirittura botte da orbi.
L'azione di contrasto a questa particolare attività criminale deve quindi essere sostenuta da una Giustizia rapida ed efficiente e da un serio controllo del sistema bancario e creditizio.
Non di rado, proprio da alcuni istituti bancari, o finanziarie, partono le informazioni per i criminali opportunamente indirizzati verso aziende, o anche semplici lavoratori autonomi, in difficoltà economica e bisognosi di accedere ad un credito, che viene sistematicamente a loro negato anche quando i richiedenti offrono tutte le garanzie necessarie per il rientro delle somme chieste in prestito.
Pure le associazioni di categoria dovrebbero essere attentamente controllate; l'ultima trovata del racket del pizzo è la richiesta che viene fatta, al taglieggiato, d'iscriversi obbligatoriamente, presso un'associazione del tipo suddetto, quale atto preliminare a cui la vittima deve ottemperare proprio per stornare i sospetti attorno ad un suo possibile coinvolgimento come parte lesa.
Se non si intensifica l'azione di controllo delle forze di Polizia e non si cominciano ad irrogare pene severe, facendo sì che si applichino realmente contro chi è dedito a questa attività criminale
i risultati saranno sempre nulli o assolutamente parziali.
Un caro saluto a Davide ed a tutti i partecipanti alla conversazione.
Gianfranco Guccia.
il racket e l' usura sono in tutta Italia, capisco la paura, ma dobbiamo svegliarci e denunciare! Un bacione.
www.maydaycalabria.blogspot.com
Ragazzi, uniamoci e riusciremo a creare un grande movimento contro il fenomeno che sta impoverendo l'Italia.
Il calo imprenditoriale è anche una causa dell'Usura.
Un abbraccio ed a presto
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