11 Marzo 2004.
191 persone persero la vita per un attentato alla stazione ferroviaria di Madrid.
Inizialmente si pensò che l'Eta, con l'aiuto di qualche cellula islamica, avesse progettato ed attuato il folle piano.
Oggi, con una sentenza, la suprema corte spagnola ha chiuso il caso, decidendo che gli attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid furono commessi da una cellula islamica senza alcuna partecipazione dell'Eta.
Sono state ridimensionate, inoltre, le conclusioni dell'accusa assolvendo i principali cervelli, a cominciare da Osman Rabei detto Mohammed l'Egizian.
Ovviamente Rabei, per voce del suo avvocato, si è detto più che felice e spera che anche qui in Italia venga riconosciuta la sua estraneità al fatto.
Rabei era stato condannato a 10 anni di reclusione in quanto era inquadrato non solo come l'organizzatore dell'11 marzo ma come il capo di al Qaeda in tutta Europa.
Ora verrà sostanzialmente assolto da ogni accusa.
Sono stati assolti anche il cognato di Transhorras, Antonio Toro, la sorella di questi ed ex moglie di Transhorras, Carmen Toro, nonché Mohammed Moussaten, Emilio Llano, Javier Gonzalez e Ivan Granados.
Tutti sospettati di collusione con la cosiddetta trama asturiana per la fornitura di esplosivi alla cellula islamica.
La condanna ha colpito solo le menti dell'operazione, Serhane Andelmajid Fakhet, 'Il Tunisino' e quale capo degli esecutori su Jamal Amidan, Il Cinese.
Peccato che entrambi siano morti, suicidandosi, insieme ad altri cinque terroristi a Leganes alcuni giorni dopo la strage, per non cadere nelle mani della polizia.
Sostanzialmente, di vivo, non c'è nessun accusato o condannato.
In Spagna si grida alla vittoria, giustizia è fatta dice Zapatero.
Ma rischiare di rimettere in libertà soggetti come Rabei, oltre a pregiudicare anni di indagini e di lavoro, non rappresenta uno schiaffo alla giustizia?
Siamo davvero sicuri che quell'attentato sia stato ideato e realizzato solo da quei pazzi?
Francamente qualche dubbio mi viene.
Forse dovrei cambiare il titolo del post in : STRAGE DI MADRID : MESSA LA PAROLA FINE?
mercoledì 31 ottobre 2007
STRAGE DI MADRID : MESSA LA PAROLA FINE.
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lunedì 29 ottobre 2007
WIKIPEDIA : MISSIONE CONOSCENZA.
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sabato 27 ottobre 2007
SOSPESO PARROCO INNAMORATO.
Voglio trattare un argomento a me molto caro.
La castità dei preti...o presunta tale.
Già tempo addietro trattai il tema dei preti pedofili e di come il Vaticano tenti di oscurare tutto ciò.
Discorso che riprenderò a breve.
Il prete sospeso a tempo indeterminato (almeno il vaticano non conosce il precariato) si chiama don Sante Sguotti ed è l'ex parroco di Monterosso (Padova), che aveva dichiarato di amare una donna madre di un bimbo.
Apriti cielo...in tutti i sensi, il Vaticano lo ha sollevato dalle funzioni attinenti al ministero sacerdotale a tempo indeterminato.
Voglio sottolineare il coraggio di quest'uomo, il quale conscio delle conseguenze che lo attendevano, è uscito allo scoperto, riproponendo un vecchio quesito che da anni tormenta i vecchi saggi del vaticano.
E' giusto che i preti non possano sposarsi?
Il matrimonio, in quanto sacramento, non spetta a tutti i cattolici credenti?
Il prete, non è anche questo?
Queste sono le domande più innocenti che mi son venute...
La domanda che reputo di primaria importanza è...con una siffatta modifica, non si eviterebbero certe situazioni squallide come i preti pedofili?
Partiamo dalla constatazione che i preti che approfittano della ingenuità dei bambini ci sono.
E sono anche tanti...troppi.
Perchè non cambiare questa assurda regola ecclesiastica, che per altro non trova fondamento in nessun principio religioso?
Fù una regola imposta dal vaticano secoli fà, regola che ha fatto più male che bene.
Oggi, grazie ai mezzi di informazione, le notizie vengono divulgate con più facilità, le nefandezze vengono a galla .
Il vaticano incontra molti più problemi ad oscurare certe cose.
Dare la possibilità ai preti di sposarsi, non renderebbe più facile la lotta alla pedofilia parrocchiale?
Secondo me si.
Sarebbe un modo concreto per porre un freno a certi episodi disgustosi che riempiono ormai, con una certa stabilità, le prime pagine dei giornali.
Tutt'oggi lo strumento principe del vaticano, utilizzato per far tacere le vittime di abusi sessuali, è la "crimen sollicitationis".
Un atto del vaticano con il quale si cerca di coprire i preti sospetti di abusi sessuali ed eventualmente spostarli di parrocchia una volta accertato l'abuso.
Alle vittime viene intimato il silenzio, con il vincolo della confessione.
Pena, la scomunica.
Chi decide di parlare e denunciare l'accaduto viene scomunicato.
Mi è stato detto, come giustificazione, che tale atto rapportato al nostro diritto, equivale al principio della colpevolezza dell'imputato, ossia che l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Ma vorrei far notare che, l'innocenza dell'imputato non presuppone l'esilio del cittadino che ha effettuato la denuncia.
Tizio può denunciare Caio per x motivo, Caio verrà assolto o condannato, ma comunque Tizio, solo per aver sollevato il caso, non verrà esiliato dall'Italia o verrà privato della nostra cittadinanza.
Spero di aver sottolineato bene la "piccola" differenza di principio.
Di seguito trovate un video che vi spiega nei dettagli tale atto ecclesiastico.
L'intervistato è un ex prete del vaticano, specializzato nel diritto ecclesiastico e canonico, allontanato sempre dal vaticano, per le sue idee troppo rivoluzionarie inerenti a tale problematica.
Io auspico in un cambio di rotta del vaticano su questo problema.
Non c'è nulla di male nell'aggiornare i propri principi o le proprie regole.
Di certo non sarebbe la prima religione a permette ciò, e questa stupida differenza non vuol dire che le altre religioni sbagliano.
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mercoledì 24 ottobre 2007
GIUSTIZIA K.O. ?
Vedendo la puntata di Porta a Porta, relativa al casa De Magistris, mi sono reso conto che la magistratura ha subito un duro, durissimo colpo.
Ciò, per chi studia o applica il diritto, è sconfortante.
Penso che la vicenda De Magistris sia giunta al termine...si vedrà cosa deciderà il Csm.
Al momento non rimane che quello. Attendere.
Certo si possono fare un pò di considerazioni su quanto è stato detto ieri sera e su quanto è stato fatto fino ad oggi.
De Magistris non condurrà più l'inchiesta Why not, il Governo ha ottenuto ciò che ha sempre voluto.
Rimane il perchè di questa scelta, perchè sottolineato anche da Di Pietro, ripreso più volte dai suoi alleati, in merito alla sua posizione.
Di Pietro non condivide tale scelta governativa.
Lui, come tutti, si chiede se togliere al magistrato l'inchiesta proprio quando si apprende che tra gli indagati ci sono Mastella, Ministro della Giustizia, e Prodi, Capo del Governo, sia una scelta giusta.
Tale decisione non fa che minare la credibilità non solo del Governo, ma dell'intera classe politica italiana!
A Porta a Porta si è notato come maggioranza e opposizione siano uniti su tale tema.
La classe dirigente italiana fa quadrato e si autotutela...è ovvio che se dovesse cadere uno, cadrebbero chissà quante teste!!!
Forse ci sarebbe quella sospirata epurazione politica che salverebbe il nostro Paese.
Ma ciò non accadrà.
E’ stato quasi commovente...tutti che si coprivano a vicenda...tutti contro il povero Di Pietro.
L'unica pecca di De Magistris è stata quella di parlare troppo con la stampa...in fin dei conti LORO sono anche lì.
Ora che rimane...
Il grande Troisi aveva visto bene...NON CI RESTA CHE PIANGERE !
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domenica 21 ottobre 2007
LA RETE NON CORRE RISCHI...
A gettare acqua sul fuoco, ci pensa Antonio Di Pietro che dal suo blog,
http://www.antoniodipietro.it/, invita tutti alla calma, affermando che il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.
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sabato 20 ottobre 2007
NON TOCCATE IL BAR MARIO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Adesso mi fate incazzare veramente...
Ma io dico...perchè non vi trovate un lavoro decente...perchè dovete rompere le scatole alle persone normali...voi rompete le scatole ai poveri cittadini...vi divertite!!!
Cari politici dei miei stivali...pensate al debito pubblico...pensate al Pil che non cresce, pensate alla disoccupazione, pensate al lavoro nero, pensate al precariato, pensate ai vostri cugini mafiosi, pensate a non consumare 1/10 della finanziaria con i vostri stipendi, viaggi, etc...
PENSATE A LAVORARE e a non rompere le scatole alla gente!
Ok, dopo questo mio sfogo mi dico che diavolo sta succedendo...
Il genio di turno si chiama Riccardo Franco Levi ed è un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Il grande Levi cosa ha pensato...ha pensato bene di ridisegnare l'apparato informativo italiano...ossia ha presentato un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei Ministri, che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet.
E' un disegno di legge formato da 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete.
Cosa prevede questa genialità...
In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina!
La Cina, ancora lei...quanto non la sopporto!!!
Comunque il discorso non è questo...in pratica io dovrei pagare e aspettare chissà quanto tempo per poter pubblicare un post...
MA STIAMO SCHERZANDO??????????????????????????????????????????????????????
Sono imbufalito, incazzato come una iena che non mangia da tre mesi...
Ma ci rendiamo conto della gravità della cosa?
Io devo pagare per poter esprimermi...e la libertà di pensiero?
Io rimango schifato e disgustato da tutto ciò...qui si sputa sopra la Costituzione e in particolar modo sull'art. 21.
ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE : Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
BLOGGERS DEL GLOBO, UNIAMOCI...DIFENDIAMO LA NOSTRA LIBERTÀ'!!!
Qui è in gioco il nostro futuro!!!
Devo ringraziare Daniele, http://www.agoradelrockpoeta.blogspot.com/, che mi ha messo a conoscenza del pericolo.
Visitate anche questo sito, http://www.partito-pirata.it, qui trovate altre informazioni.
Ecco come risolverei io il problema...magari con una visita al parlamento... :-)
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giovedì 18 ottobre 2007
CINA...MA CHE VUOI ?

Sinceramente sconcertato.
E' questo il mio stato d'animo quando ho appreso del caos scatenato dal Regime "popolare" cinese alla notizia che il Dalai Lama avrebbe avuto una speciale accoglienza negli Usa, con successiva consegna di una medaglia d'oro del Congresso.
Il Dalai Lama viene accusato di lavorare sotto banco al fine di ottenere l'indipendenza del Tibet.
A prescindere dal fatto che il Tibet dovrebbe in ogni caso ottenere quella indipendenza, le accuse della Cina sono molto gravi, perchè vanno ad offendere una persona che ha sempre lottato per la pace e la fratellanza dei popoli.
Una persona che, ricordo a tutti voi , vive in esilio in India dal 1959 e che è stato premiato con un premio Nobel per la pace.
Vive in esilio in India perchè il suo Paese, il Tibet, è stato occupato nel 1950 dall' esercito cinese.
Ma la protesta cinese va oltre...accusano gli Usa di entrare in questioni interne cinesi e di fomentare la rivolta in Tibet.
Non vedo perchè uno Stato non può dare un riconoscimento interno ad un personaggio mondiale che ha dato tanto all'intera umanità.
Adesso non entriamo in polemiche demagogiche...sono stati gli Usa...poteva essere Napolitano a consegnare al Dalai Lama una medaglia al valor civile.
Quelle cinesi rimangono delle accuse fuori luogo, non dimentichiamoci di quanto avviene in Birmania, e senza alcun fondamento.
In poche parole...sinceramente sconcertato.
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martedì 16 ottobre 2007
EUTANASIA : UN DIRITTO NEGATO ?
Prendo spunto dalla drammatica situazione di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo da 15 anni, per discutere con voi su di una questione che da anni divide l'opinione pubblica e non solo.
Anche il parlamento e la magistratura non hanno mai preso una decisione univoca in tal senso.
La cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla situazione di Eluana, ha sentenziato che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzarne l'interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti:
a) la condizione di stato vegetativo del paziente sia apprezzata clinicamente come irreversibile, senza alcuna sia pur minima possibilità, secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, di recupero della coscienza e delle capacità di percezione;
b) sia univocamente accertato, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, dalla sua personalità e dai convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che ne orientavano i comportamenti e le decisioni, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.
Tutti noi conosciamo i passi da gigante compiuti dalla medicina in questo ultimo decennio.
Ciò vuol dire che se un medico si spinge a dichiarare lo stato vegetativo di un paziente, non vede altre strade.
Da notare come la Suprema Corte sia stata chiara nell'indicare che devono essere percorse tutte le vie conosciute dalla medicina nazionale ed internazionale e che ci si trovi nell'assenza assoluta di possibilità di risveglio.
La posizione della Chiesa è nota...Essa vede la vita anche in chi si trova in stato vegetativo e di conseguenza ne professa la tutela.
Ma in quelle situazioni, si può parlare ancora di vita?
Perchè allora sono proprio i genitori o i cari a chiedere di staccare la spina?
Il mio pensiero va a loro...chiedono di farla finita per non arrecare altre sofferenze ai loro cari, per non crearsi più delle illusioni.
La Cassazione, nel secondo punto, è stata altrettanto chiara...se nel corso della vita, l'individuo ha chiaramente manifestato la volontà di non volere trattamenti terapeutici che vanno al di là del consentito, o ciò si poteva desumere dalle convinzioni etiche o religiose o culturali del soggetto, il giudice deve prendere atto di tale volontà del soggetto.
Molto spesso questa volontà dichiarata viene dimentica e non ascoltata.
La decisione di interrompere il trattamento, secondo la Cassazione, andrebbe presa quando le vie conosciute sono finite, e comunque sempre dopo ogni tentativo.
La Cassazione riconosce la possibilità di persuadere il paziente, o chi per lui, dal non voler proseguire con ulteriori mezzi, senza arrivare all'accanimento terapeutico.
Non si deve arrivare a tanto perchè ci vuole rispetto anche per le persone che sono ancora realmente vive e che soffrono.
Vivono nel dolore, giorno dopo giorno.
La Cassazione ha delineato una via da seguire, speriamo che chi di dovere non la perda, anche grazie a prese di posizioni esterne.
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venerdì 12 ottobre 2007
SENTENZA INAUDITA...
In attesa di eventuali sviluppi riguardanti l'email spedita da noi Bloggers for Burma e novità sul blog unitario, ( vi invito comunque a leggere tutti i post precedenti, nei quali troverete tutte le informazioni utili ) il Bar Mario va avanti e vi informa su quanto avviene in giro per il mondo.
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giovedì 11 ottobre 2007
FORZA, MANCHI SOLO TU...
Ormai ci siamo, l'email è pronta.
Questa non sarà una email comune, sarà un coro di protesta contro quanto avviene in Birmania.
Dove giorno dopo giorno le persone rischiano la vita e muoiono per vedersi riconosciuto un sacro-santo diritto quale la LIBERTÀ.
Noi siamo fortunati, in passato c'è chi ha fatto questa lotta per noi.
Ora la vita è nostra, la gestiamo come vogliamo.
Lì non è così...la gente vuole semplicemente vivere in libertà e in pace.
I monaci buddisti hanno sfidato i soldati con la forza della fede e della volontà racchiusa in essa.
Parole e piccoli gesti pacifici contro armi e intolleranza.
Noi Bloggers for Burma, sappiamo che questa email è una piccola cosa...un piccolo gesto che non risolverà nulla.
Magari non verremo neanche ascoltati...ma noi ci proviamo.
Il mio appello è rivolto a tutti coloro che leggono o leggeranno questo post...aderite all'iniziativa, fate che il vostro blog appaia nella lista contenuta nella email...è un piccolo gesto ma di grande significato.
Io mi rivolgo anche a tutti coloro che non hanno un blog...voi siete importanti quanto i bloggers...lasciate nei commenti il vostro nome e cognome e l'indirizzo email.
Noi contiamo su di voi...vi aspetto quanto prima.
Questa è l'email che invieremo...
Ogni volta che ci sarà una nuova adesione, l'email verrà aggiornata.
LA MAIL:
Egregio/Gentile ecc.....Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 16pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani. 16 bloggers, non famosi, ma animati dalla voglia di tenere accesa la fiamma della libertà e della speranza in Birmania e che ritengono di dover provare a dare dimostrazione di come tanti individui sono un'unità. 16 blog diversi hanno pubblicato quasi in contemporanea un post unitario con i loro interventi per sensibilizzare su quanto accade in luoghi che sistano dimenticando.
Con questa mail noi chiediamo ufficiialmente che non si spengano i riflettori da parte dei media sulla questione birmana e che ci sia pressione affinchè la comunità internazionale non li dimentichi e non li lasci soli, mai. E anche al nostro Governo chiediamo di non unirsi al coro di ignavi che di fronte alla morte ed al dolore si voltano dall'altra parte"
F.to Bloggers for Burma
Bloggers for Burma are:
Anna Maria Stufano, "ArabaFenice" del blog "Non soloGiovinazzo"http://nonsologiovinazzo.blogspot.com
Claudio Chittaro, "Chit", de "Il Blog di Chit"http://www.chitblog.net/?
Davide Longo, "Davideelle" del blog "Bar Mario"http://davideelle.blogspot.com/
Ignazio Finizio, "Finazio", del blog "Finazio, lamusica che gira intorno"http://finazio.blogspot.com
Franca Bassani, "Franca" del blog "Francamente"http://franca-bassani.blogspot.com/
Luca Zerbato, "Luca" del blog "Libero di pensare"http://liberodipensare.blogspot.com
Maria D'Ordia, "Mariad" del blog " Non solo sogni"http://mariad-nonsolosogni.blogspot.com
Mimmo, del blog "Cliccare Mimmohttp://mimmoworld.blogspot.com/
Max, "Osteria dei Satiri" del blog omonimo: "Osteriadei
Satiri"http://osteriadeisatiri.blogspot.com/
Francesco Spallacci,
"Polis" del blog omonimo "Polis"http://polisfs.blogspot.com/
Stefano Ravasio,
"Raser" del blog omonimo "Raser"http://raser.ilcannocchiale.it/
Marina Remi,
"Remyna" del blog "Remyna's blog"http://marinaremi.wordpress.com
Richard Gekko, del blog "Parole di un maniaco omicida"http://richardgekko.altervista.org/
Romina, stesso nick, del blog "Intersezioni"http://intersezioni.awardspace.com/
Salpetti, stesso nick, del blog "La forza delblogging"http://salpetti.wordpress.com/
Daniele Verzetti, "Rockpoeta" del blog "L'agorà"http://agoradelrockpoeta.blogspot.com
Bloggers che appoggiano la nostra iniziativa:
Blog senza nome http://senzanome.leonardo.it/blog
Uno per tutti tutti X unohttp://grupporiunito.blogspot.com/
Bioetica http://bioetiche.blogspot.com/
L'altra Farfalla http://farfallaleggera.blogspot.com
ela stessa blogger anche conhttp://farfallaleggera.wordpress.com/
Sunrise http://mesimeri.blogspot.com/
(R)Evolution http://gianluca-revolution.blogspot.com/
Akita-inu http://akitina.splinder.com/
Terra di Nessuno http://terra-di-nessuno.blogspot.com/
"Di tutto"http://sp1938.blogspot.com/2007/10/bloggers-for-burma.html
Il Fungo del Saperehttp://fungodelsapere.blogspot.com/
Danzando a piedi nudihttp://apiedinudi.wordpress.com/2007/09/28/blog-in-maglietta-rossa/
Così è se vi pare http://www.signorponza.com/
La Piazza http://www.giuseppecamposeo.blogspot.com/
L'angolodibruno http://gambadilegno98.beeplog.it/
Franco Cuomo http://interfaceworld.splinder.com/
Il Cerchio di Fuoco http://popale.blogspot.com/
Zia Jaja Blog http://ziajaja.bloggerbash.org/
Alianorah http://alianorah.spaces.live.com/
Caramella_fondentehttp://caramella-fondente.blog.kataweb.it/
Il mio spazio liberohttp://rudyguevara.blog.kataweb.it/
Semplici utenti del Web che ci sostengono e voglionofar sentire la loro presenza:
Gianfranco Guccia g.guccia@gmail.com
Cinzia Galiandro cinziag82@hotmail.it
Anastasia Esposito katiusha@email.it
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martedì 9 ottobre 2007
NUOVA PROPOSTA DEI BLOGGERS FOR BURMA.
Salve a tutti.
Come riportato dal post precedente, noi bloggers ci stiamo adoperando per scuotere le coscienze di voi tutti su quanto accade in Birmania.
Noi facciamo del nostro, usiamo i nostri blog come mezzi di comunicazione, attraverso i quali lanciamo parole di indignazione per quanto fatto dal regime militare che lì, in Birmania, detta legge.
Non possiamo restare in silenzio, pensando solo ai nostri problemi...ricordiamoci che 60 anni fà, noi ci trovavamo nelle stesse condizioni.
Allora io tramite il mio blog e con il sostegno dei miei amici bloggers, lancio un appello.
Vogliamo far arrivare il nostro messaggio a chi di dovere...alle Istituzioni...per favore lo scetticismo non serve.
Se avete letto il post precedente, vi sarete resi conto che le potenzialità per fare un simile gesto ci sono...
Unitevi, aderite...non lasciatevi scappare questa opportunità.
Nei commenti di questo post troverete le giuste informazioni...
Libero uomo in libero Stato.
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lunedì 8 ottobre 2007
BLOGGERS FOR BURMA: UNITI PER LA BIRMANIA.
Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 15 pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani. Queste le nostre parole:
"I diritti umani, la libertà e la democrazia sono la linfa della società in cui noi viviamo. Diritti acquisiti e forse un po’ scontati per quelli nati, come me, dopo la nascita della Repubblica che ne hanno sentito il profumo nell’aria, per la prima volta, inspirata.
I diritti umani, la libertà e la democrazia sono, invece, per molti popoli concetti astratti di cui è persino vietato parlare. Per il Popolo Birmano una ragione valida per farsi massacrare.
Pacificamente, senza opporre resistenza.
In tempi di fanatismi religiosi che costano vite innocenti e minacciano i fondamenti della società civile, i monaci buddisti si uniscono al loro Popolo per chiedere il rispetto della loro grandissima dignità di uomini, di cittadini.
Non lasciamo che la loro giusta e onorevole protesta resti confinata in una piccola regione del mondo. I diritti umani, la libertà e la democrazia devono essere patrimonio di tutta l’umanità.
E perciò in un abbraccio mondiale gridiamo: “Free Burma!”
ArabaFenice
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"Non entro in argomentazioni socio-politiche essendoci sicuramente persone più competenti e preparate del sottoscritto a farlo.
Preferisco soffermarmi su quelle che sono le sensazioni e analizzare l'incedere di questi accadimenti.
Spero tanto di sbagliarmi ma le trovo molto simili a quelle già vissute per il Darfur.
Un'ondata iniziale di sdegno, accompagnata da immagini crude (si pensi all'esecuzione di quel giornalista o ai monaci investiti dai camion militari senza troppi complimenti!), da notizie che facevano crescere sempre di più l'angoscia, da una preoccupazione sempre crescente per quelle popolazioni. All'inizio aperture di Tg, radio, prime pagine dei quotidiani ed oggi invece? ... Oggi niente di più di qualche trafiletto "riempitivo" nell'home page di qualche sito e nulla più. Al radiogiornale delle 8.30 neanche menzione. Aldilà di tutte le parole e le elucubrazioni che si possono fare relativamente alla vicenda, la mia preoccupazione è che però stavolta non ci si dimentichi di loro perchè quando si comincia a dimenticare chi soffre si diventa complici dei loro aguzzini!"
Chit.
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"Quando la mattina, aprendo gli occhi, sancisco la nascita di un nuovo giorno, ringrazio chi di dovere per questo dono.
Quando, attraverso i giorni che si susseguono, sono artefice della mia vita e del mio destino, ringrazio i miei Avi.
Li ringrazio per il dono che mi hanno fatto. Li ringrazio per la libertà di cui oggi godo.
Ogni giorno che passa, ogni istante che vivo, mi rendo conto della fortuna che ho. Sono un uomo libero.
Non per tutti è così. Il popolo della Birmania, guidato dai monaci buddisti, lotta per la libertà.
E' una lotta fatta attraverso la parola, attraverso la pace. Parole di libertà e di pace che si scontrano contro armi e intolleranza.
Diamo un'eco a quelle parole. Non lasciamoli soli. Insieme si può. Libero uomo in libero Stato".
Davideelle
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"Finchè ci saranno uomini di guerra pronti a colpire, soffocare, uccidere ed imprigionare uomini di pace, noi ci saremo ad additarli, a condannarli, a non dimenticare.
Contro tutti i regimi di ogni colore urliamo l'urgenza di vedere la Birmania libera.
Finazio.
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"Una comunità internazionale "distratta" in tutti questi anni ha ampiamente ignorato la Birmania e quello che vi succedeva.
In pochi hanno però ignorato le possibilità economiche che offre questo paese.
Non è un mistero che, a dispetto delle condanne ufficiali, fra i maggiori investitori in Birmania ci siano Francia, USA e Gran Bretagna.
Compiamo tutti un gesto concreto per aiutare il popolo birmano.
Chiediamo con forza che l’Unione Europea applichi sanzioni economiche severe; nel frattempo ognuno faccia un piccolo significativo gesto boicottando le multinazionali che sfruttano le risorse energetiche del paese".
Franca.
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"Abbiamo imparato qualcosa da Piazza Tien an men? I monaci birmani, oggi, da soli non possono farcela.
Siamo noi, quelli che non verranno incarcerati o torturati se protestiamo, che dobbiamo aiutarli a liberarsi della dittatura che soffoca il loro desiderio di libertà.
Restiamo uniti per la Birmania e non dimentichiamola".
Luca.
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"I Paesi Democratici di tutto il mondo non possono tacere sulle nefande azioni repressive dell'attuale governo birmano. Ci vogliono azioni concrete a sostegno della popolazione oppressa.
La diplomazia da sola non basta a salvaguardare il rispetto dei diritti umani, tanto più in questo caso dove le relazioni di opportunità tra governi sembrano prevalere sulla salvaguardia dei diritti umani fondamentali".
Mariad.
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"Quello che accade in Myanmar, ma noi preferiamo parlare di ex-Birmania, è la palese dimostrazione che la libertà di parola e di manifestazione del proprio pensiero, come è nel diritto di ogni essere umano, è continuamente minata e minacciata da chi usa e abusa del suo potere.
Il nostro contributo vuole essere perciò una sorta di marcia che simbolicamente avviene di pari passo assieme a quella degli straordinari monaci birmani e dei tanti cittadini che con ammirevole forza e determinazione hanno deciso di non arrendersi e sono scesi pacificamente in piazza per opporsi alla dittatura e affermare con coraggio i valori della democrazia e della libertà. Un sacrificio per un grande e nobile ideale che sta avendo però degli orribili risvolti di dura e inaudita repressione e violenza che stanno superando il varco dei crimini contro l’umanità.
Noi scegliamo di dare voce al loro urlo soffocato da meschini e sanguinari criminali. Noi siamo con loro.
Il nostro è perciò un grido che vuole e deve andare al di là di qualunque interesse economico, oltre qualunque pregiudizio culturale e politico.
Aiutaci anche tu.
Diamo voce al gesto dei monaci birmani…alla loro libertà. Alla pace".
Mimmo.
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"Marciando in silenzio
abbiamo fatto sentire la nostra voce
Ora tocca agli altri gridare"
Osteria dei Satiri
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"La Libertà e la Democrazia sono dei valori assoluti, nessun fucile o manganello potranno mai soffocarli.
Aldo Moro diceva ai suoi sequestratori: -"se mi ucciderete farete di me un Martire della Democrazia".
La Storia diede ragione a Moro, il suo sacrificio divenne un martirio in nome della Libertà e divenne la Tomba Politica del Terrorismo Brigatista!!!
Il popolo birmano grazie ai suoi martiri vincerà la tirannia militare, il sacrificio dei monaci e del popolo è stato un esempio mondiale e ha acquisito una Forza Politica molto importante per la democrazia e la libertà della Birmania".
Polis.
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"Quando un Paese non è una grande potenza, non ha una forza economica sufficiente, viene da una storia di occupazione e sfruttamento coloniale, chi lo può difendere dagli appetiti degli Stati "avanzati" o emergenti?
Quando un popolo non ha mai conosciuto la democrazia, o ha visto soffocare la sua breve stagione di democrazia perchè il leader che si era scelto non era quello gradito a chi decide le sorti del mondo, chi lo può aiutare?
Quando qualcuno di quel popolo e di quel Paese riesce a trovare la forza ed il coraggio di esporre la propria vita al rischio di vedersela strappare, pur di risvegliare le coscienze e di interrompere una tirannia ultradecennale, sopportata e supportata da interessi economici esterni, chi può fargli sentire che non è solo?
Per noi che la democrazia la conosciamo e la viviamo, è un dovere morale non tacere su ciò che succede in Birmania, come in Darfur.
Per uno Stato come l'Italia e per un'entità come l'Unione Europea dovrebbe essere un dovere
premere in ogni modo per porre fine alla dittatura, anche con misure plateali.
Io vorrei che l'Italia desse un segnale fortissimo a chi sta lottando per liberarsi, boicottando le Olimpiadi di Pechino".
Raser
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"Non riesco a trattenere le lacrime, le parole non escono, vorrei aggiungere solo una citazione che mi accompagna da sempre e che ho scolpito nel cuore; mi ha sempre guidata, come un maestro:
Libertà vo cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.
Dante Alighieri
Cercando in rete mi rendo conto che non abita solo il mio cuore
http://www.flickr.com/photos/barbarageraci/1442930561/
Remyna in preghiera".
Remyna
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"Da bambino mi piaceva ambientare le mie fantasie di principesse e castelli suntuosi, elefanti giganti e monaci che lottano contro le tigri, in Birmania.
Non sapevo esattamente dove fosse collocato geograficamente quel paese e questo toglieva ogni limite alla mia fantasia.
Ora sono diventato grande, ho imparato esattamente dove si trova la Birmania. Tra confini delineati con il sangue e la violenza.
Sogno che i bambini, nati sotto la dittatura militare, il prima possibile tornino, a loro volta, a fare sogni di luoghi incantati, sotto un cielo di riacquisita libertà".
Richard Gekko
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Non si muore soltanto quando si cessa di vivere, ma anche quando il terrore invade l'esistenza quotidiana, e la possibilità d'esprimere liberamente le proprie opinioni viene brutalmente stroncata.
Nessuno ha il diritto d'uccidere la libertà altrui.
Romina
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E' impensabile che nel III millennio ci siano ancora posti dove vengono calpestati i diritti umani e dove non c'è libertà, ma purtroppo è così.
Quello che stà succedendo nell'ex Birmania lo dimostra. L’esempio dei monaci è da seguire: la democrazia esce dai monasteri che sono da sempre espressione di moralità, tradizione, cultura.
Spero che il popolo birmano riesca nel suo intento di liberarsi dal regime in modo non-violento con l’ausilio della sola forza di risorse apparentemente intangibili come moralità, cultura, conoscenza, informazione libera, ma che però sono i veri pilastri di un sistema democratico.
I monaci, con la loro protesta pacifica, sono convinti che la democrazia potrà essere ristabilita senza lotte violente o spargimento di sangue.
Auspico che abbiano ragione e che si possa concludere tutto nel migliore dei modi pacificamente. Per far questo occorre far sì che non si distolga l'attenzione da ciò che accade da quelle parti e fare pressioni affinché la Comunità internazionale non si dimentichi di loro; a telecamere spente si possono compiere crimini orribili.
Non smettiamo di parlare del Burma, della sua storia e di quello che sta accadendo. Noi, insieme ai blogger di tutto il Mondo possiamo davvero rappresentare un grande aiuto per il popolo birmano. FREE BURMA!!!
Salpetti.
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Never Alone
Aria acre
pungente
odora di zolfo
puzza di stantio.
Cenere avvolge
I cieli morenti di Rangoon
Vuoto, Deserto, Nulla Assoluto,
Riempiono con suono assordante
luoghi un tempo vivi
Allietati dal silenzio
E da raggi di sole arancione in preghiera.
Ed ecco un altro Tibet
Un altro Cile
Un'altra Cambogia
Un altro Darfur
Un altro Nazismo.
Ecco altro odio.
E questo mio tenue respiro
Per non lasciarvi soli MAI!
Daniele Verzetti, Rockpoeta.
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Come avrete potuto osservare leggendoci, tanti modi diversi di sentire e raccontare questa tragedia, ma in gola, ciascuno di noi, ha un solo urlo: FREE BURMA!
F.to: BLOGGERS FOR BURMA.
BLOGGERS FOR BURMA are:
(rigorosamente in ordine alfabetico di nick e di apparizione nel post)
Anna Maria Stufano, "ArabaFenice" del blog "Non solo Giovinazzo"
http://nonsologiovinazzo.blogspot.com
Claudio Chittaro, "Chit", de "Il Blog di Chit"
http://www.chitblog.net/?
Davide Longo, "Davideelle" del blog "Bar Mario"
http://davideelle.blogspot.com/
Ignazio Finizio, "Finazio", del blog "Finazio, la musica che gira intorno"
http://finazio.blogspot.com
Franca Bassani, "Franca" del blog "Francamente"
http://franca-bassani.blogspot.com/
Luca Zerbato, "Luca" del blog "Libero di pensare"
http://liberodipensare.blogspot.com
Maria D'Ordia, "Mariad" del blog " Non solo sogni"
http://mariad-nonsolosogni.blogspot.com
Mimmo, del blog "Cliccare Mimmo"
http://mimmoworld.blogspot.com/
Max, "Osteria dei Satiri" del blog omonimo: "Osteria dei Satiri"
http://osteriadeisatiri.blogspot.com
Francesco Spallacci, "Polis" del blog omonimo "Polis"
http://polisfs.blogspot.com/
Stefano Ravasio, "Raser" del blog omonimo "Raser"
http://raser.ilcannocchiale.it/
Marina Remi, "Remyna" del blog "Remyna's blog"
http://marinaremi.wordpress.com
Richard Gekko, del blog "Parole di un maniaco omicida"
http://richardgekko.altervista.org/
Romina, stesso nick, del blog "Intersezioni"
http://intersezioni.awardspace.com/
Salpetti, stesso nick, del blog "La forza del blogging"
http://salpetti.wordpress.com/
Daniele Verzetti, "Rockpoeta" del blog "L'agorà"
http://agoradelrockpoeta.blogspot.com
Pubblicato da Dott. Davide Longo 15 commenti
domenica 7 ottobre 2007
MEME...
Sono stato nominato!!!...vero orchideablu?
Sentitamente ringrazio! :-)
Per questo secondo meme (il primo mi fu affibbiato da Mimmo ), devo indicare 5 cose che amo e che odio dell'estero e 5 cose che amo e che odio dell'Italia.
E dopo, arriva la parte che preferisco!!!
Devo nominare qualcuno...ma andiamo con ordine.
Dunque, le cinque cose che amo dell'estero sono :
1) le diverse culture che incontri...paese che vai usanza che trovi...
2) l'originalità dell'architettura...ogni Paese ne ha una propria...
3) la storia...ogni nazione ne ha una...
4) l'aria gioviale che si respira in alcuni posti...
5) sopra ogni cosa amo il mondo orientale...il mio sogno è andare in Giappone.
Le cinque cose che odio sono :
1) lo sguardo di superiorità di alcuni popoli...
2) la cucina!!!
3) i luoghi comuni sugli italiani...
4) la lingua...certe sono veramente impossibili...
5) l'assenza di libertà in alcune nazioni.
Ora passo alla nostra bella Nazione...
Le cinque cose che amo dell'Italia sono :
1) la nostra storia...le nostre lotte per la libertà...
2) amo il tricolore...
3) la cucina...sono una buona forchetta!
4) il nostro mare...il nostro sole...cose che non hanno eguali...
5) amo il sentirmi a casa...respira l'aria "di casa"...
Le cinque cose che odio dell'Italia...
1) la nostra superficialità e presunta furbizia...
2) la seconda è una conseguenza della prima...l'immagine che diamo al mondo di noi italiani...
3) odio i nostri politici...si possono cambiare tutti?
4) odio la mafia che attanaglia il mio sud...
5) odio tutti quegli "italiani" che vogliono un'Italia divisa...ignoranti!
E ora...la parte più bella...tremate...nomino (rullo di tamburi) :
Mirella del blog sunrise...
Giuseppe del blog la piazza.....
In Arte Zia del blog stizzofrenica .
Pubblicato da Dott. Davide Longo 8 commenti
sabato 6 ottobre 2007
SIAMO AD UN BIVIO ...
Forse non tutti si rendono conto di cosa sta accadendo in questi giorni.
La classe politica italiana ha subito e sta subendo dei grossi colpi.
Colpi che potrebbero far cadere certi equilibri e giochi di potere che sono ormai in atto da tanti anni.
Corruzione, mafia, politica...un maledetto triangolo che rischia di gettare, giorno dopo giorno, il nostro Paese in un baratro senza fine.
Ma come dicevo, duri colpi sono stati assestati a tali giochi di potere.
La storia ci insegna che prima o poi qualcuno si scaglia contro tale sistema.
Sono le "mosche bianche", sono quei soggetti che, esasperati...schifati, lottano per tutti noi.
Fù così per Falcone e Borsellino.
Potrebbe essere così per De Magistris e per la Forleo.
Due magistrati che lottano contro la mafia, lottano contro la collusione esistente fra mafia e politica.
Lottano per liberare una regione, la Calabria, da questa assurda situazione.
Ad "annozero", la trasmissione su raidue condotta da Santoro, la Forleo ha sollevato un polverone...ha parlato chiaramente di tutto ciò, senza peli sulla lingua.
De Magistris, in varie interviste, ha espresso chiaramente la sua opinione.
Secondo il giudice De Magistris il connubio fra politica e mafia avrebbe raggiunto un livello talmente alto da porre in pericolo lo stato di diritto.
Da wikipedia : lo stato di diritto è la salvaguardia della supremazia del diritto e delle connesse libertà dell'uomo. Il concetto dello stato di diritto presuppone che l'agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle leggi vigenti: dunque lo Stato sottopone sé stesso al rispetto delle norme di diritto, e questo avviene tramite una Costituzione scritta.
Ora, cari lettori, capite la gravità della situazione?
Lo sapete qual'è la reazione della classe dirigente a tutto ciò?
Mastella, che è il Ministro di grazia e giustizia (mi fa rabbia semplicemente scriverlo), si è scagliato contro Santoro...ha già pronunciato la parola censura!
Sempre Mastella ha chiesto per De Magistris (cosa che avveniva anche nei confronti di Falcone e Borsellino) il trasferimento cautelare d'ufficio per presunte irregolarità.
Ciò avviene per impedire al giudice di lavorare.
Inoltre sempre Mastella vuole cacciare il CDA della RAI...cosa concordata con Prodi.
Il servizio pubblico è in pericolo...lo è sempre stato.
I canali privati sono inaffidabili.
La magistratura è soffocata dalla politica.
Il quadro è inquietante.
Ora la domanda che io mi pongo è questa...ma una volta non erano sempre i buoni a vincere?
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venerdì 5 ottobre 2007
KAKA' VS RONALDINHO.
Due fenomeni. Due grandi campioni.
Hanno vinto praticamente tutto. Uno con il Milan, l'altro con il Barcellona.
Cari amici pallonari, ecco per voi una sfida inedita.
Kakà, il brasiliano più europeo che c'è, contro Ronaldinho, brasiliano in tutto.
Velocità e concretezza contro estro e calcio ballato.
A voi la scelta.
Buona visione.
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lunedì 1 ottobre 2007
MYANMAR : LA PROTESTA CONTINUA.
Qui da noi si parla tanto, forse anche troppo.
Si protesta per ogni cosa, si discute sulle banalità.
La parola viene data a personaggi che denotano grossi limiti educativi e morali.
Mentre in Myanmar si protesta pacificamente per la libertà, quella vera, qui in Italia Bossi afferma che il popolo padano, sempre che c'è ne sia uno, otterrà la sua libertà solo con la lotta e prepara il suo esercito ( composto da milioni di persone ) alla guerra contro Roma.
Forse Bossi ha visto troppe volte il Gladiatore o il nuovo film "300".
Povero.
Dire che le sue parole sono inopportune e dire poco. Specialmente in questo momento.
Io voglio ricordare due piccole cose al signor Bossi.
La prima è un semplice dato di fatto...caro Bossi le faccio notare che, nell'area geografica che Lei chiama Padania, la Margherita nelle ultime elezioni ha ottenuto più voti di Lei. Quindi.
La seconda è una cosa che voglio far notare a voi. Il caro Bossi è uno di quei parlamentari condannati in via definitiva.
Chiedo scusa se mi sono dilungato con queste cretinate, ma volevo mettere in risalto questa cosa...mentre in Myanmar si muore per la libertà, qui in Italia si parla di questo.
I monaci e la popolazione sono stati colpiti e uccisi per aver pronunciato parole di libertà, parole di civiltà, parole che non si può non accettare.
Vi lascio con dei video che testimoniano tutto ciò.
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