giovedì 18 ottobre 2007

CINA...MA CHE VUOI ?


Sinceramente sconcertato.
E' questo il mio stato d'animo quando ho appreso del caos scatenato dal Regime "popolare" cinese alla notizia che il Dalai Lama avrebbe avuto una speciale accoglienza negli Usa, con successiva consegna di una medaglia d'oro del Congresso.
Il Dalai Lama viene accusato di lavorare sotto banco al fine di ottenere l'indipendenza del Tibet.
A prescindere dal fatto che il Tibet dovrebbe in ogni caso ottenere quella indipendenza, le accuse della Cina sono molto gravi, perchè vanno ad offendere una persona che ha sempre lottato per la pace e la fratellanza dei popoli.
Una persona che, ricordo a tutti voi , vive in esilio in India dal 1959 e che è stato premiato con un premio Nobel per la pace.
Vive in esilio in India perchè il suo Paese, il Tibet, è stato occupato nel 1950 dall' esercito cinese.
Ma la protesta cinese va oltre...accusano gli Usa di entrare in questioni interne cinesi e di fomentare la rivolta in Tibet.
Non vedo perchè uno Stato non può dare un riconoscimento interno ad un personaggio mondiale che ha dato tanto all'intera umanità.
Adesso non entriamo in polemiche demagogiche...sono stati gli Usa...poteva essere Napolitano a consegnare al Dalai Lama una medaglia al valor civile.
Quelle cinesi rimangono delle accuse fuori luogo, non dimentichiamoci di quanto avviene in Birmania, e senza alcun fondamento.
In poche parole...sinceramente sconcertato.

12 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

La prepotenza della Cina mi convince sempre di più della bontà della proposta di boicottare le Olimpiadi del prossimo anno.

Gianfranco Guccia ha detto...

Bel problema Davide! Post interessantissimo che oltre a mettere in evidenza le nefandezze del regime imperialista cinese, offre tantissimi punti di discussione per un dibattito serrato.
Ogni tanto anche Bush ne "azzecca qualcuna", concedere una simile onorificenza ad un premio Nobel per la Pace quale il Dalai Lama (pur ricordando che gli USA non sono il "paese di bengodi" in merito ai diritti umani, vedasi "pena di morte") mi sembra assolutamente legittimo e condivisibile.
La questione ha anche una valenza in ambito di politica estera e rapporti internazionali, l'acquiescenza e l'indifferenza con cui la Cina tratta la questione birmana e "l'ala protettrice" che distende sui molti paesi asiatici che "coltivano" il terrorismo fondamentalista antioccidentale merita una deplorazione che può anche manifestarsi con il sostegno ideologico e morale ad un personaggio carismatico e simbolo della non violenza come il Dalai Lama.
Non vorrei che qualcuno, adesso, cominciasse a dire che dietro il conferimento di questa medaglia ci sia stato l'intervento della Cia etc... etc..., che per l'occasione avrebbe "arruolato tra i propri ranghi" il suddetto prestigioso personaggio!
Sempre con affetto e stima sincera...Gianni.

Chit ha detto...

La Cina si sta allineando sempre più agli Usa (checchè ne dicano e vogliano dimostrare) e queste notizie ne sono la triste conferma!

Fabioletterario ha detto...

La Cina non vuole niente. Ecco perché urla. Non sa più come fare per essere considerata un paese temibile...

Franca ha detto...

Quelle cinesi sono sicuramente accuse fuori luogo, ma per favore adesso non ergiamo gli USA a difensori del mondo civile e dei diritti dell'uomo!
Con le loro guerre preventive, con l'esportazione della loro democrazia a suo di cannonate, con il fiancheggiamento e il finanziamento di golpe sanguinari in tutta l'America latina non possono veramente pretendere di essere un esempio!

Anonimo ha detto...

Sono sconcertata anch'io, ma cosa aspettarsi dalla Cina? Piuttosto mi chiedo come il Dalai Lama poss andare d'accordo con Bush le cui mani non sono porpio immacolate... Qualche gesto forte da queste persone che godono di tanta credibilità forse farebbe meglio al mondo che una medaglia. ma forse come dici tu sono un po' polemica... Giulia

Dott. Davide Longo ha detto...

Franca, parlando per me, ti posso assicurare che il mio post nn voleva ergere gli Usa a paladini della giustizia, questo è un ruolo che si sono ritagliati loro e che personalmente non gli riconosco.
Le ultime due guerre hanno fatto più danni che altro e nn vedo novità...una guerra porta sempre ulteriori danni.
Bush ha inventato la auto-difesa preventiva...un principio completamente rigettato dalla comunità internazionele.
Tu nn puoi attacare preventivamente un Paese solo xchè hai qualche dubbio sulle sue intenzioni...
Per nn parlare della guerra in Iraq...un conflitto solo economico.
Quindi come vedi io sono il primo a sottolinerare i loro errori.
Ma la Cina nn è da meno.
La sua arroganza, ormai, nn conosce limiti.
Forse ci dimentichiamo che in Cina vige un Regime, una specie di dittatura...come in Birmania.
Xò, nei confronti della Cina, è meglio dimenticare , xchè è un buon alleato dal punto di vista economico.
Allora gli è permesso di fare tutto, falsare i segni distintivi europei e nn e nn intercorrere in nessuna pena, gli è permesso di vendere i propri prodotti a prezzi nettamente fuori mercato, gli è permesso di trattare i propri lavoratori come animali da soma,
occupa uno dei seggi permaneti in seno al consiglio di sicurezza senza aver fatto nulla, gli è permesso di NEGARE LA LIBERTA' altrui...la Cina ha occupato militarmente un pò di ex Nazioni confinanti...continuo???
Nn mi sembra il caso...
Ora attacca anche il Dalai Lama...ma stiamo scherzando?
Posso diventare un pò scurrile?
Grazie...
Col cazzo che gli darei i giochi olimpici...ha ragione Daniele!!!

Mimmo ha detto...

Usa e Cina vanno a braccetto.
non c'è dubbio.

L'unica differenza è che gli Usa fanno di tutto per apparire come i depositari della pace e della giustizia mondiale.
Furbi.
MA la Cina li raggiungerà presto...

QueenRaflesia ha detto...

La Cina sta condizionando in maniera molto pesante e decisamente negativa la politica mondiale mostrando anche una grande strafottenza nei confronti di tutto il resto del mondo. Le infelici dichiarazioni sul Dalai Lama sono un ottimo esempio.
Certo, il Dalai Lama, per la purità e la pacificità che rappresenta, farebbe bene a starsene lontano da Bush; da questi incontri può subire solo danni di immagine. Come giustamente dice Gianni, gli USA non sono il bengodi dei diritti umani e qui il mio riferimento è all'incivile pena di morte e a questa diffusa convizione di prevenire la guerra con la guerra.
Ma sarei quantomeno cauta a paragonare gli USA alla Cina. Che io sappia, negli USA esistono ancora i processi prima delle condanne(per quanto nessun sistema sia infallibile), esiste libertà di espressione e di religione, esistono la multirazzialità e i diritti dei lavoratori, esistono le elezioni e la capacità di autodeterminazione del popolo, esiste un'opinione pubblica capace di pesare come un macigno su un presidente fedifrago mentre noi dobbiamo allevare grassi maiali che per due terzi sono cocainomani senza che alcuno dia importanza al nostro sdegno e alla nostra protesta.

Gianfranco Guccia ha detto...

Due laconici commenti/risposta:
@Davide: Sii pure scurrile e boccaccesco, quando ci vuole..ci vuole!
Condivido in pieno quanto hai asserito!
@Mimmo:
Sarà forse anche vero che vanno braccetto, ma se dovessi scegliere obbligatoriamente se vivere in Cina o negli USA opterei per quest'ultimo paese, per lo meno potrei dirgli qualche parolaccia, a Bush", senza per questo finire fucilato, e poi provo ancora gusto nel sapere di poter votare senza un'arma puntata alla nuca! In Cina queste piacevolezze te le puoi scordare!
@ TUTTI...Un abbraccio affettuoso.
Gianni.

Gianfranco Guccia ha detto...

@Anna: profonda, acuta ed equilibrata come sempre!
Gianfranco

piccolè ha detto...

I cinesi stanno cominciando a rompere veramente il cazzo,...in tutto!!!!!!!!