Voglio trattare un argomento a me molto caro.
La castità dei preti...o presunta tale.
Già tempo addietro trattai il tema dei preti pedofili e di come il Vaticano tenti di oscurare tutto ciò.
Discorso che riprenderò a breve.
Il prete sospeso a tempo indeterminato (almeno il vaticano non conosce il precariato) si chiama don Sante Sguotti ed è l'ex parroco di Monterosso (Padova), che aveva dichiarato di amare una donna madre di un bimbo.
Apriti cielo...in tutti i sensi, il Vaticano lo ha sollevato dalle funzioni attinenti al ministero sacerdotale a tempo indeterminato.
Voglio sottolineare il coraggio di quest'uomo, il quale conscio delle conseguenze che lo attendevano, è uscito allo scoperto, riproponendo un vecchio quesito che da anni tormenta i vecchi saggi del vaticano.
E' giusto che i preti non possano sposarsi?
Il matrimonio, in quanto sacramento, non spetta a tutti i cattolici credenti?
Il prete, non è anche questo?
Queste sono le domande più innocenti che mi son venute...
La domanda che reputo di primaria importanza è...con una siffatta modifica, non si eviterebbero certe situazioni squallide come i preti pedofili?
Partiamo dalla constatazione che i preti che approfittano della ingenuità dei bambini ci sono.
E sono anche tanti...troppi.
Perchè non cambiare questa assurda regola ecclesiastica, che per altro non trova fondamento in nessun principio religioso?
Fù una regola imposta dal vaticano secoli fà, regola che ha fatto più male che bene.
Oggi, grazie ai mezzi di informazione, le notizie vengono divulgate con più facilità, le nefandezze vengono a galla .
Il vaticano incontra molti più problemi ad oscurare certe cose.
Dare la possibilità ai preti di sposarsi, non renderebbe più facile la lotta alla pedofilia parrocchiale?
Secondo me si.
Sarebbe un modo concreto per porre un freno a certi episodi disgustosi che riempiono ormai, con una certa stabilità, le prime pagine dei giornali.
Tutt'oggi lo strumento principe del vaticano, utilizzato per far tacere le vittime di abusi sessuali, è la "crimen sollicitationis".
Un atto del vaticano con il quale si cerca di coprire i preti sospetti di abusi sessuali ed eventualmente spostarli di parrocchia una volta accertato l'abuso.
Alle vittime viene intimato il silenzio, con il vincolo della confessione.
Pena, la scomunica.
Chi decide di parlare e denunciare l'accaduto viene scomunicato.
Mi è stato detto, come giustificazione, che tale atto rapportato al nostro diritto, equivale al principio della colpevolezza dell'imputato, ossia che l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Ma vorrei far notare che, l'innocenza dell'imputato non presuppone l'esilio del cittadino che ha effettuato la denuncia.
Tizio può denunciare Caio per x motivo, Caio verrà assolto o condannato, ma comunque Tizio, solo per aver sollevato il caso, non verrà esiliato dall'Italia o verrà privato della nostra cittadinanza.
Spero di aver sottolineato bene la "piccola" differenza di principio.
Di seguito trovate un video che vi spiega nei dettagli tale atto ecclesiastico.
L'intervistato è un ex prete del vaticano, specializzato nel diritto ecclesiastico e canonico, allontanato sempre dal vaticano, per le sue idee troppo rivoluzionarie inerenti a tale problematica.
Io auspico in un cambio di rotta del vaticano su questo problema.
Non c'è nulla di male nell'aggiornare i propri principi o le proprie regole.
Di certo non sarebbe la prima religione a permette ciò, e questa stupida differenza non vuol dire che le altre religioni sbagliano.
sabato 27 ottobre 2007
SOSPESO PARROCO INNAMORATO.
Pubblicato da Dott. Davide Longo
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14 commenti:
Due annotazioni flash:
1) Concordo che quel divieto è sciocco e andrebbe tolto. Tra l'altro l'Anglicanesimo, in parte simile al Cristianesimo, non costringe i loro Pastori al celibato e sono ottimi pastori anzi forse anche più vicino alla gente di quanto lo siano i nostri preti.
2) Non credo che permettere ai preti di sposarsi combatta la pedofilia. Sono due cose diverse; quanti pedofili sono sposati ed hanno perfino figli....
Concordo in pieno con il commento di Daniele.
Anch'io sono favorevole al matrimonio dei preti.
Però se c'è una legge o la si rispetta o si esce dal mondo che la prescrive, fermo restando che uno si deve battere per cambiare le cose che crede sbagliate.
Il matrimonio dei preti darà loro una vita più normale ma non cambierà per nulla il problema della pedofilia che non è praticata per carenza di vita sessuale.
Per quanto possa essere d accordo con Daniele sul fatto che dei preti sposati potrebbero essere degli ottimi parroci (e ce li vedo bene i preti sposati, credo che la castità a loro richiesta non serva ai fedeli), credo che ogni comunità religiosa è libera di farsi le regole che più le aggradano. Gli individui che scelgono di farsi preti sono perfettamente coscienti di quanto a loro viene richiesto e sono liberissimi di scegliere. In sostanza, a me piacerebbe se la Chiesa cambiasse posizione in merito, ma se non lo facesse non sarebbe comunque criticabile.
Per quanto riguardo l'aspetto della pedofilia onestamente non ritengo che sia una questione legata al matrimonio dei preti. I preti che molestano dei bambini sono dei depravati come tutti i pedofili, non si tratta di un semplice sfogo delle proprie pulsioni sessuali che potrebbero, altrimenti, essere indirizzate anche verso altri soggetti, per esempio prostitute.
Gli episodi di pedofilia sono essenzialmente responsabilità di chi li compie. La Chiesa può non essere molto efficiente nel stanare i preti pedofili e condannarli pubblicamente. Ma non credo che le si possa addebitare la responsabilità di incoraggiare la pedofilia attraverso norme come il celibato dei preti.
Concordo con quanto detto nel commento di daniele anzi credo che se i preti potessero sposarsi forse capirebbero meglio certe situazioni famigliari.Tutti quanti abbiamo un lavoro e una famiglia quindi non vedo perchè loro no.
Ci sono pedofili anche fuori del loro ambiente...magari sono padri di famiglia... bahhh ... solo il pensiero...
Ciao Davide :-)
Sono d'accordo anch'io con DAniele e con l'idea che preti cattolici possano sposarsi.
Il divieto del matrimonio è una cosa ormai inappropriata e tra l'altro non è scritto nel vangelo e nemmeno nella Bibbia e non è un comandamento che ha lasciato Gesù, è solo uno dei tanti canoni ecclesiastici fissati dagli uomini che possono essere cambiati dagli stessi uomini.
@ tutti:
Il tragitto per diventare sacerdote è lungo, molto lungo.
Si vive in isolamento per molto tempo.
Un isolamento non tanto personale, quanto mentale.
Stacchi la spina del mondo esterno, e ti tuffi in mondo completamente diverso.
Mondo fatto di regole rigide, regole che mettono a dura prova il proprio essere.
Pensate che nei bagni dei seminari, c'è un avviso con su scritto, "Dio c'è anche qua".
Capite...
Io credo che a lungo andare, questa vita fatta di privazioni, anche sentimentali e sessuali, porta a delle pericolose devianze.
Dare la possibilità ai preti di sposarsi e di avere una vita sentimentale aperta e chiara non può che contribuire al miglioramento della loro vita e come coseguenza sociologica, apportare sensibili miglioramenti alla società.
Purtroppo non avrò mai la conferma del mio o del vostro pensiero.
La chiesa è ancorata a principi arcaici.
Vivono in un loro mondo, lontano da quelli che sono i reali bisogni della società moderna.
L'elezione dell'ultimo Papa ne è la conferma.
E' assurdo che i preti non si possano sposare... E' assurdo, ma in questo modo l'erede dei suoi eventuali beni è la chiesa... Giulia
@ davide
non sono d'accordo con questa tua analisi. La strada intrapresa da chi entra in seminario è piena di privazioni come lo possono essere le vite di tante altre persone che fanno scelte diverse. ma non credo che il naturale sfogo di una vita in cui vige una certa rigidità sia la pedofilia. non ci vedo proprio il nesso. i pedofili sono deviati e basta e magari ce l'hanno scritto anche nel DNA. Non sono d'accordo con la tua analisi perché da essa emergeche la pedofilia, in quanto effetto collaterale di una vita severa, sarebbe quasi la regola. Mentre, per fortuna, i preti pedofili rappresentano dei casi isolati.
E cmq, se questa perversione c'è non può essere arginata con la possibilità di matrimonio.
@ Arabafenice:
Casi isolati?
Fra i casi nascosti dal vaticano e gli episodi venuti a galla, c'è una gamma di violenze su minori da far girare la testa!
Nella mia esamina del problema non ho fatto alcun riferimento al collegamento da te menzionato.
Io ho solo detto che la pedofilia è una devianza che, con una certa semplicità, riesce a colpire persone che conducono una vita normale, aventi anche una famiglia.
Tale effetto non può che essere ampliato se pensiamo alla vita condotta da un prete.
Ma è ovvio che non sussiste un legame implicito alla preparazione ecclesiastica.
Purtroppo questa è la realtà, realtà descritta giornalmente dai giornali e telegiornali.
Cancellare quella stupida regola non farebbe altro che bene.
Parlare di maggiore propenzione della pedofilia verso dei soggetti, non vuol dire creare un collegamento del tipo prete=pedofilo.
Lungi da me questo accostamento.
Ho solo parlato di maggiore propensione.
@ davide
forse sono stata poco chiara e me ne scuso, ma non ti ho contestato l'associazione prete=pedofilo ma ti contesto il fatto, che hai ribadito, che i preti avrebbero una maggiore propensione e che questa maggiore propensione sia una conseguenza della vita "monastica" che fanno. Ti contesto il fatto che il loro matrimonio potrebbe essere una soluzione in tal senso, anche se io, col matrimonio dei preti, in sè per sè sono d'accordo (ma per ragioni evidentemente diverse dalle tue e che Daniele ha già bene espresso).
E in ultima analisi, non credo che la pedofilia negli ambienti ecclesiastici sia più diffusa che in qualsiasi altro ambiente. Solo che quando è un prete ad essere coinvolto, giustamente, fa più scalpore.
io a volte mi chiedo perchè la Chiesa, o meglio, chi ne è a capo, abbia in sè tante contraddizioni..
i preti sono esseri umani o robot?
hanno fatto il voto di castità? ok... ma perchè privarli di sentimenti? perchè, ancora peggio, privarli del sentimento che da sempre Nostro Signore ha professato... l'AMORE!?
pensiamo al polverone che ha sollevato il film "Il Codice da VInci" dove si parlava della presunta storia d'amore di Gesù...
dov'è lo scandalo?
ma la Chiesa vuole far credere che AMARE una persona sia uno scandalo?
che sia un peccato?
io sono credente, ho tantissima fede, ma sono molto distante dalla Chiesa... tutti questi fatti e tante altre questioni, non mi fanno più credere in essa...
una mano sul cuore e uno sguardo al crocifisso cari....
Credo che il problema sia molto molto complesso però credo altresì che tra qualche anno la crisi delle vocazioni sarà acuta e i preti mancheranno sul serio secondo me torneranno "buoni" anche ex-ergastolani e pluripregiudicati per celebrare.
...ma sbaglio o i preti non fanno in realtà voto di castità???
devo documentarmi sull'esatto Vademecum per il piccolo prete!
...non mi pronuncio...ma se un individuo sceglie di diventare prete...o sottostà alle regole o...è libero di andarsene. Mi sbaglio?
Si Mimmo, se vuole può andarsene, senza perdere la "qualifica" di prete, ciò vuol dire che volendo può poi ritornare.
Ma xchè non trovare una via di mezzo?
Vedendo ieri sera Matrix, mi sono reso conto che non sono il solo a pensarla così!
Il prete deve essere libero di scegliere, può sia rimanere casto o può anche decidere di sposarsi.
Non vedo l'assurdità della cosa.
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